Legambiente: pesticidi nei corsi d’acqua A Ferrara il record
In due punti di controllo presenti oltre 20 sostanze chimiche L’associazione: problemi con gli agricoltori, i Comuni vigilino
Sono 56 le sostanze fitosanitarie complessivamente rilevate nei fiumi emiliano-romagnoli, e il valore massimo si trova proprio nel Ferrarese: 24 pesticidi trovati. Non tutte le tracce sono al si sopra dei limiti di legge, ma l’effetto “cocktail” delle sostanze chimiche presenti nelle acque di fiumi, canali e laghetti non è indagato a sufficienza «rispetto ai possibili effetti sanitari sinergici». La denuncia arriva dal dossier pesticidi di Legambiente, che va oltre la denuncia della presenza dell’erbicida glifosate sul quale si è concentrato il M5s.
Il dossier
La situazione complessiva, sia a livello regionale che locale, è in miglioramento nell’ultimo anno di cui si hanno i dati completi, cioè il 2017. L’Emilia Romagna, con 8 kg/ettaro di pesticidi acquistati, resta comunque al di sopra della media nazionale. La provincia di Ferrara è la zona «con maggiori criticità, evidente conseguenza di un’area dalla forte agricoltura intensiva. In generale - annota il dossier - sono le stazioni di rilevamento in pianura o pedecollina quelle ad avere maggiori contaminazioni». Il Burana navigabile è nella “top five” regionale: nel 2017 si è registrato il superamento del valore limite annuo per i pesticidi totali di 1 µg/litro in tre stazioni di rilevamento. Sono stati trovati i valori massimi di numero di sostanze presenti in contemporanea per singolo monitoraggio, e cioè 24, 23 e 22. Gli altri corsi d’acqua più inquinati sono il torrente Arda, nel Piacentino, il cavo Sissa abate nel Parmense, il bolognese Samoggia e il fiume Uso, in provincia di Rimini. Le stazioni ferraresi che superano il limite di qualità per la sommatoria media di più sostanze sono tre, anche questo record regionale: Cassana, Focomorto e Portoverrara sempre sul Navigabile. I picchi di pesticidi sono stati rilevati a Cassana, il 9 maggio 2017, con 7,81 microgrammi al litro, e a Focomorto, con 5,35 microgrammi. Sempre quelle stazioni hanno mostrato più di 20 sostanze contemporaneamente nel 2017, come solo altri tre punti prelievo.
Le indicazioni
È evidente, commenta Legambiente, che «esiste un problema di rispetto dei disciplinari, delle distanze dalle abitazioni, di apposizione dei cartelli prima delle irrorazioni e mancata attenzione alle presenza di venti favorevoli». Per questo l’associazione ritiene che «anche i Comuni debbano impegnarsi a vigilare». Quanto al glifosate, si attendono i monitoraggi completi ma Legambiente evidenzia i numerosi superamenti dei limiti di qualità e chiede già ora «azioni urgenti per limitare l’uso di questa sostanza». —
S.C.
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