Il Reddito di cittadinanza? «È pubblicità ingannevole»
Molti i dubbi espressi dalle associazioni di categoria nel corso del convegno promosso da FdI. Si fa largo l’idea di un referendum
Il senatore Alberto Balboni, aprendo il convegno di ieri, nella sede di Fdi (via Cassoli 50) ci ha messo il carico da novanta: «Il Reddito di cittadinanza? È la più spudorata pubblicità ingannevole degli ultimi decenni». A rincarare la dose, analizzando un decreto che, almeno ieri, ha trovato ben pochi sostenitori, ci hanno pensato, appunto, i dirigenti delle associazioni di categoria che sostanzialmente bocciano il provvedimento fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle. Sembrerebbe paradossale per un sussidio di circa 800 euro dato a chi non lavora (fatti salvi i requisiti necessari), eppure le posizioni registrate nell’utile convegno non lasciano dubbi. Questi i passaggi più salienti dei cinque relatori.
Massimo Ravaioli vicedirettore dell’Ascom: «È un decreto che nasce zoppo, contiene proposte fuori dal mercato attuale».
Giuseppe Vancini direttore della Confartigianato: «L’assistenzialismo non incentiva l’attività delle persone, per non perdere l’incentivo a cercare un lavoro le forme di assistenzialismo devono essere più leggere».
Alessandro Osti, direttore della Confesercenti: «Ho molti dubbi sui tempi di concessione di questo sussidio, peraltro con una ricetta contraria a quella pensata dalle imprese. E poi si utilizzano tantissimi soldi e si crea una ipoteca per i Governi futuri».
Ughetta Ciatti dirigente della Cna: «È uno spot pubblicitario che mette in pericolo la tenuta sociale e che non tiene conto della trasformazione del mondo del lavoro. Alimenta in modo massiccio l’economia sommersa. Serve, piuttosto, la riforma radicale dei centri per l’impiego».
Alberto Carion presidente dei commercialisti: «Occorrerebbero correttivi sugli importi, perché la soglia di povertà non è uniforme in tutta Italia».
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 gennaio, il sussidio verrà erogato a partire dal 1 aprile, mentre dal 6 marzo sarà possibile inviare la domanda per ottenerlo. Ma intanto i dubbi sono numerosi. —
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