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nella sede di fdi 

Il Reddito di cittadinanza? «È pubblicità ingannevole»

Marcello Pulidori
Il Reddito di cittadinanza? «È pubblicità ingannevole»

Molti i dubbi espressi  dalle associazioni di categoria nel corso del convegno  promosso da FdI. Si fa largo l’idea di un referendum

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Il senatore Alberto Balboni, aprendo il convegno di ieri, nella sede di Fdi (via Cassoli 50) ci ha messo il carico da novanta: «Il Reddito di cittadinanza? È la più spudorata pubblicità ingannevole degli ultimi decenni». A rincarare la dose, analizzando un decreto che, almeno ieri, ha trovato ben pochi sostenitori, ci hanno pensato, appunto, i dirigenti delle associazioni di categoria che sostanzialmente bocciano il provvedimento fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle. Sembrerebbe paradossale per un sussidio di circa 800 euro dato a chi non lavora (fatti salvi i requisiti necessari), eppure le posizioni registrate nell’utile convegno non lasciano dubbi. Questi i passaggi più salienti dei cinque relatori.

Massimo Ravaioli vicedirettore dell’Ascom: «È un decreto che nasce zoppo, contiene proposte fuori dal mercato attuale».

Giuseppe Vancini direttore della Confartigianato: «L’assistenzialismo non incentiva l’attività delle persone, per non perdere l’incentivo a cercare un lavoro le forme di assistenzialismo devono essere più leggere».

Alessandro Osti, direttore della Confesercenti: «Ho molti dubbi sui tempi di concessione di questo sussidio, peraltro con una ricetta contraria a quella pensata dalle imprese. E poi si utilizzano tantissimi soldi e si crea una ipoteca per i Governi futuri».

Ughetta Ciatti dirigente della Cna: «È uno spot pubblicitario che mette in pericolo la tenuta sociale e che non tiene conto della trasformazione del mondo del lavoro. Alimenta in modo massiccio l’economia sommersa. Serve, piuttosto, la riforma radicale dei centri per l’impiego».

Alberto Carion presidente dei commercialisti: «Occorrerebbero correttivi sugli importi, perché la soglia di povertà non è uniforme in tutta Italia».

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 gennaio, il sussidio verrà erogato a partire dal 1 aprile, mentre dal 6 marzo sarà possibile inviare la domanda per ottenerlo. Ma intanto i dubbi sono numerosi. —



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