Rave party abusivo: comacchiese nei guai
Il giovane è ritenuto uno degli organizzatori dell’evento nel Mantovano. I carabinieri hanno denunciato 160 persone
COMACCHIO. C’è anche un comacchiese tra i 160 giovani denunciati dai carabinieri per il rave party che si è tenuto tra sabato e domenica scorsi in una corte agricola abbandonata nelle campagne di Soave di Porto Mantovano, a pochi chilometri dal capoluogo. Il giovane è ritenuto l’organizzatore dell’evento insieme a un’altra persona residente nel Mantovano. Tra i ragazzi finiti nei guai, anche nove minorenni.
i fatti
I militari avevano dovuto mobilitare tutte le stazioni della provincia per far fronte alla marea umana, più di 600 persone, che attraverso il passaparola via web si erano radunate senza alcuna autorizzazione nella corte Raffaina.
I 160 giovani, in maggioranza uomini ma anche donne e alcuni stranieri (4 spagnoli e 1 romeno), devono rispondere di occupazione abusiva di edificio e di spettacolo non autorizzato. Per tutti è stata inoltrata la richiesta alla Questura di misure di prevenzione tra cui l’avviso orale e il foglio di via. Il prefetto Carolina Bellantoni ha espresso il suo apprezzamento al comandante provinciale dell’Arma, Fabio Federici.
gli organizzatori
Tra i primi identificati gli organizzatori del rave party: sono A. M. , 23 anni, residente a Mantova, B. C. , 20 anni, anche lui di Mantova città, già noto alle forze di polizia per un altro rave e per possesso di droga, e appunti A.F., 21enne di Comacchio.
L’identificazione dei partecipanti ha tenuto impegnata l’intera compagnia carabinieri, supportata da militari di tutta la provincia, dalla serata del 9 febbraio al pomeriggio del giorno dopo. I giovani identificati provengono da varie regioni: 68 dalla Lombardia, 36 dall’Emilia Romagna, 20 dal Veneto, 16 dal Piemonte, cinque dalla Liguria, quattro dal Trentino Alto Adige e altrettanti dalla Toscana, uno dalla Campania e uno dal Lazio. Tra i partecipanti qualcuno veniva anche dall’estero: quattro dalla Spagna, ad esempio, e almeno uno dalla Romania. Per tutti è stata inoltrata alla questura la richiesta di misure di prevenzione personali come i fogli di via e gli avvisi orali.
A favorire l’identificazione di buona parte dei partecipanti al rave sono stati l’arrivo anticipato della prima pattuglia, che ha sorpreso gli organizzatori, e l’annotazione di gran parte dei numeri di targa delle auto parcheggiate nella zona. Per l’operazione il comandante provinciale ha ricevuto l’apprezzamento da parte del prefetto. —
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