Boldrini (Pd): «È mafia nigeriana o no?» Rendine (Gol): «Via subito chi delinque»
La lista “Addizione civica” accusa la giunta di aver sottovalutato il problema e la Lega di strumentalizzare e alimentare le paure della gente
La senatrice del Pd, Paola Boldrini, torna a chiedere una commissione parlamentare per stabilire se le bande nigeriane più volte protagoniste di disordini e scontri a Ferrara sono in qualche modo legate alla mafia nigeriana. «I fatti di sabato confermano che abbiamo bisogno di dare un nome a quanto sta succedendo – scrive la senatrice – Serve una risposta urgente e strumenti adeguati per combattere questa ondata di violenza».
Lo scorso dicembre la parlamentare aveva scritto al presidente della Commissione Antimafia, il pentastellato Nicola Morra, affinché fosse avviata «un’indagine conoscitiva sulla presenza e la pericolosità della mafia nigeriana sul territorio della regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla città di Ferrara». Da allora «è tutto fermo», sintetizza la senatrice che al ministro Salvini chiede di rafforzare le forze dell’ordine a Ferrara con unità «aggiuntive».
Il caso arriva anche in consiglio comunale. Il consigliere di Gol, Francesco Rendine, ha presentato un ordine del giorno in cui sottolinea che «con l’aumento dei migranti è aumentata la criminalità» e auspica «che la maggioranza in consiglio comunale abbia finalmente compreso la gravità della situazione».
La richiesta al Consiglio è di «sollecitare i ministeri competenti affinché siano emanati provvedimenti legislativi che permettano l’espulsione immediata dal territorio italiano degli stranieri colti in flagranza di reato dalle forze dell’ordine». La lista “Addizione civica”, espressione di alcuni settori dell’associazionismo, osserva che nella zona Gad si sta creando un’opposizione fra due disagi: «È un quartiere fatto di anziani, spesso soli, di negozi sfitti, di appartamenti vuoti che pesano sui proprietari ed è il quartiere in cui stazionano ragazzi di colore, spesso senza dimora, senza lavoro e senza un domani in mente che vivono al limite della precarietà o al servizio della criminalità organizzata». La giunta comunale ha «sottovalutato» il problema ma la Lega «manipola le informazioni e alimenta le paure gettando benzina sul fuoco in maniera strumentale». Le idee della lista saranno presentate il 9 e il 16 marzo. —
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