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povertà e assistenza 

«Il dormitorio a Cento non è una priorità» Toselli non cambia idea

Samuele Govoni
«Il dormitorio a Cento non è una priorità» Toselli non cambia idea

Rinaldi (Viale K): allora lasciamo che i poveri vadano altrove Il sindaco: struttura che rischia di creare un precedente

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«Restiamo fermi sulle nostre posizioni: per il momento a Cento non c’è bisogno di un dormitorio». Il sindaco Fabrizio Toselli torna sull’ipotesi dormitorio e ribadisce quanto già detto nella scorsa seduta di consiglio: non vi sono attualmente i presupposti per pensare ad una struttura che ospiti senzatetto e persone in difficoltà. E che anzi, aprirne una, potrebbe “creare un precedente” e attirare a Cento persone che con il territorio comunale non hanno nulla a che fare.

la polemica

Raffaele Rinaldi, direttore di Viale K (associazione di volontariato che a Ferrara e dintorni segue e assiste persone in difficoltà economica), però non ci sta e si scaglia contro le decisione di abbandonare l’ipotesi dormitorio.

«La motivazione - dice Rinaldi - ed è questa l’origine intorno alla quale vorticano e si addensano una miriade di pensieri e perplessità, suona più o meno così: una soluzione del genere attirerebbe altri poveri».

«E se tutti i Comuni ragionassero così? E a ruota anche le associazioni? E poi ancora singoli cittadini? No, il pacco spesa no, attirerebbe altre famiglie in difficoltà. Una mensa per i poveri? Ma poi sai quanti si presentano? Che vadano altrove, in città più attrezzate, no?», incalza Gabriele Rinaldi che poi tira in ballo anche il carnevale e si domanda: «Ad attirare gente siamo bravi, guarda per esempio che bel carnevale, un evento straordinario di rilevanza nazionale. E se destinassimo un po’ di soldi ricavati da tutta questa gente alla causa del dormitorio o di un appartamento?».

la situazione

«La macchina dei servizi sociali funziona così com’è, lavoreremo per migliorarla sempre di più ma ad oggi una struttura di questo tipo non è una priorità». Secondo il primo cittadino aprire un dormitorio potrebbe attirare persone che con Cento e con il Centese non hanno nulla a che fare. «Qui, per fortuna, non ci sono persone che vivono abbandonate a loro stesse per strada. Chi si trova in condizioni di indigenza è seguito dagli assistenti sociali e vive - prosegue Toselli - in strutture e alloggi convenzionati». Oggi pomeriggio il sindaco e l’assessore ai servizi alla persona Grazia Borgatti, incontreranno Alberto Proni, presidente dell’associazione società San Vincenzo De Paoli, per fare il punto della situazione e capire una volta di più come poter aiutare le persone in difficoltà. «Ascolto e dialogo non sono mai stati negati e non lo saranno nemmeno in questo caso ma rispetto all’urgenza di questo argomento non ritiro le mie perplessità».

il precedente

Poi Toselli, che all’epoca del terremoto era sindaco di Sant’Agostino, richiama il “caso Palareno”. «Abbiamo aperto le porte del palazzetto subito dopo la prima scossa, è stato uno dei primissimi punti di accoglienza post sisma. Nel corso dei giorni poi ci siamo resi conto che ad usufruire di quel servizio c’erano anche tante persone che arrivavano da fuori perché sapevano che lì c’erano vitto e alloggio. Non è stato semplice riportare ordine in quella situazione. Aprire una struttura per un problema che non oggi non sussiste sarebbe quantomeno discutibile». —



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