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il caso 

«Spolpati dall’affare dell’oro» Il promotore nella bufera

Alessandra Mura

Inchiesta di procura e Finanza sull’operato di un consulente, decine di denunce Gli ex datori: gestiva tutto lui, diceva che i clienti avevano difficoltà con l’email

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Se si compone il numero di cellulare scatta la segreteria. Anche il telefono di casa squilla a vuoto ed è inutile contattare il suo avvocato perché, a quanto risulta, un legale non è ancora stato nominato. Impossibile, ieri, raccogliere una dichiarazione da Vonero Magi, il promotore finanziario residente in città su cui procura e Fiamme Gialle di Ferrara stanno indagando a seguito delle denunce presentate da decine di (ex) clienti. Questi ultimi, sparsi tra il Ferrarese e il Veneto, si sono rivolti alla magistratura perché danneggiati dal cosiddetto “affare dell’oro” da cui sono usciti spolpati, perdendo somme fino a 50mila euro, come hanno raccontato anche alla trasmissione “Le Iene”.

Amico di famiglia

«Magi era un amico di famiglia, con una parentela con mia madre e ci fidavamo ciecamente - racconta uno degli investitori, Simone Casotti - Noi abbiamo versato 40mila euro in assegni per poi scoprire che di questi solo una minima parte, 3000 euro, era stata impiegata per acquistare oro, il resto era servita per aprire le posizioni di conti-deposito, da cui Magi ricavava poi le sue provvigioni. E a noi non è rimasto nulla, nemmeno una documentazione originale».

Mail personale

Magi collaborava con la società Goldwerk di Bolzano «a cui sta tentando di attribuire la responsabilità». Ma è dal gennaio del 2018 che la Goldwerk ha interrotto i rapporti professionali con Magi, come spiega l’ad della società, Thomas Wieser: «Magi gestiva autonomamente la sua clientela attraverso una mail personale perché, ci diceva, i suoi risparmiatori spesso erano anziani e avevano difficoltà con la posta elettronica. Non abbiamo avuto motivo di dubitare di lui fino al 2017, con l’approvazione della legge sull’adeguata verifica. A quel punto abbiamo inviato una raccomandata a tutti i clienti, scoprendo che per ciascuno aveva aperto più posizioni contabili».

L’inchiesta

Un castello di scatole cinesi, per moltiplicare le provvigioni, insomma. È questa l’ipotesi su cui stanno lavorando procura (pm Cavallari) e Finanza per dare sostanza probatoria alle segnalazioni presentate fin dal 2016 dagli investitori. «Oltre alle denunce penali a carico di Magi - spiega l’avvocato Enrico Zambardi che segue una decina di casi - c’è un esposto sulla Goldwerk per chiedere agli inquirenti di verificare se l’operato della società sia stato corretto. Riservandoci anche di procedere in sede civile contro la stessa società, che finora ha provveduto solo in minima parte ai risarcimenti, mentre altre richieste di rimborso finora sono rimaste senza risposta». A questo proposito Wieser precisa di aver liquidato quattro posizioni per 70mila euro complessivi. Ma i clienti coinvolti nel caso potrebbero essere anche molti di più, e uno degli effetti della risonanza mediatica potrebbe proprio essere quello di far emergere altre segnalazioni.

La sospensione

Non è la prima volta, peraltro, che Magi, iscritto dal 2008 all’Albo dei Consulenti finanziari, inciampa in problemi professionali. Nel 2017 fu sospeso dalla Consob per tre mesi (delibera 20103 del 6 settembre 2017) , a seguito della segnalazione della Consultinvest Investimenti - un’altra società per cui aveva lavorato - per aver «acquisito in via temporanea la disponibilità di somme di pertinenza dei clienti e per aver accettato mezzi di pagamento difformi rispetto a quelli prescritti», tenendo conto però di alcune attenuanti nell’applicazione della sanzione, ovvero il «carattere temporaneo dell’acquisizione di somme di importo limitato», il «numero esiguo di clienti» e «l’assenza di un intento fraudolento». —

Alessandra Mura

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