Un malore fatale per Alfredo Santini È stato presidente della Carife per 12 anni
Numerosi incarichi importanti nell’economia ferrarese e il grande rimpianto per le sorti della banca. Aveva 84 anni
Alfredo Santini, lo storico presidente della Carife dal 1998 al 2010, è morto ieri mattina per un malore improvviso nella sua abitazione di via Pacinotti all’età di 84 anni. Un personaggio che è stato per tanti anni uno dei più influenti della città con il suo nome legato alle vicenda della banca ferrarese: dagli anni della grande espansione e della prosperità di dividenti fino all’inizio della grande crisi.
«In buona fede»
«Sono stato un “credulon”, ma quello che mi preme venga messo in risalto è che probabilmente nel caso vi possano essere stati sotterfugi, questi sono stati giochi di qualcuno, mai della struttura».
Sono queste le parole - con una battuta in dialetto ferrarese, che era un rituale nel suo slang - che nel luglio del 2015 rilasciò alla Nuova Ferrara per spiegare quello che era successo. Come a dire che le colpe dell’inizio del dissesto che successivamente ha portato al crac, sono state di altri e che il suo errore probabilmente è stato quello di fidarsi troppo della direzione della banca.
Uomo di coesione
Santini, nativo di Copparo, ha ricoperto molti incarichi nell’associazionismo economico e nelle strutture bancarie nella Fondazione prima e successivamente nella banca poi. La sua elezione, a sorpresa nel 1998, arrivò come giusto compromessi tra gli industriali e gli agricoltori che si spartivano cariche e posti strategici nella banca. Santini andò bene ad entrambe le categorie, per la sua dote di coesione e capacità di salvaguardare il modello ferrarese. La tentazione in quel periodo era quella di vendere la banca, c’erano forti interessi dalla Deutsche Bank, e l’obiettivo delle categorie economiche era invece quella di mantenere l’autonomia bancaria anche per salvaguardare la Fondazione, socia allora con un maggioranza qualificata del pacchetto azionario.
La diocesi
La scomparsa di Alfredo Santini ha destato cordoglio in città. Monsignor Massimo Manservigi, vicario generale della diocesi di Ferrara-Comacchio ricorda anche gli ultimi anni quando Santini era attivo con Ucid l’unione cristiana imprenditori e dirigente a Casa Cini. «È una persona - commenta - che ha segnato un’epoca in questa città. Era anche un uomo di grande fede e perdiamo un pezzo importante della storia di Ferrara. Il pensiero va alla moglie e ai figli».
Il sindaco
«Santini - dice il sindaco Tiziano Tagliani - è stato un uomo che in anni passati quando c’erano le risorse ha fatto molto per l’associazionismo ferrarese, per il volontariato e anche per la difesa e il recupero del patrimonio artistico a Ferrarese. Un uomo che era rimasto amareggiato dalle vicende della Carife e che ha sopportato con dignità il confronto e le scelte delle vecchie gestioni delle banca».
L’avvocato
«Una delle più belle persone che ho incontrato, in tutta la mia vita. Questo è il ricordo che ho di Alfredo Santini - dice l’avvocato Marco Linguerri - Un uomo che, nonostante le altissime onorificenze ricevute, nella sua lunghissima carriera, è sempre rimasto umile e disponibile verso chiunque. Un uomo onesto ed integerrimo, la cui più grande sofferenza degli ultimi tempi è certamente legata alle sorti della “Cassa” alla quale ha dedicato tantissimi anni della sua straordinaria vita e per la quale era pronto ancora a battersi, in tutte le aule giudiziarie in cui lo avessero chiamato, così come aveva già fatto in passato, a Milano (dove la sua posizione processuale era stata immediatamente archiviata senza neppure arrivare a processo…), lo avrebbe fatto ancora, sempre a testa alta, raccontando la “sua verità” e cioè quella di una piccola Banca locale che aveva preso la strada per diventare una Grande Banca, a livello nazionale, non perdendo, però, mai di vista quella “ferraresità” di cui lui andava tanto fiero. Grazie Alfredo, ci mancherai». —
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