Esche al veleno, i giudici scagionano il vicino
PONTELANGORINO. Esche per cani avvelenate posizionate in un’area di Pontelangorino che, per fortuna, causarono solo un malore ad un cane che aveva mangiato un pezzo di carne, risolto a seguito del provvidenziale intervento di un veterinario.
Un comportamento deprecabile da parte di un ignoto autore che avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi se più cani avessero mangiato tali esche. Era il marzo del 2016 e la vicenda suscitò molto clamore. Si determinò la successiva individuazione del presunto autore la conseguente denuncia ed è anche arrivata nei giorni scorsi l’ archiviazione da parte della Procura.
l’accusa
Il proprietario del cane che si era cibato dell’esca aveva sporto denuncia contro ignoti e dalle indagini effettuate, assumendo fra gli indizi anche le immagini registrate da una telecamera installata per sicurezza da un privato, gli inquirenti ritennero sussistere fondati sospetti su un uomo di Pontelangorino che tuttora abita di fronte al privato, entrambe le case ubicate nei pressi del luogo in cui vennero rinvenute le esche.
Così l’uomo è stato costretto a difendersi, pure professandosi fin dal principio estraneo al fatto, condizione ritenuta nei mesi successivi plausibile dalla Procura che, pertanto, dispose l’archiviazione del procedimento per mancanza di riscontri oggettivi rispetto al fatto imputato al cittadino indagato.
Al termine della vicenda, sottolinea amaramente l’interessato: «oltre alla soddisfazione di essere stato riconosciuto estraneo alla vicenda, ho dovuto però difendermi facendomi assistere da un avvocato e questa archiviazione è stata la fine di una storia che mi ha fatto male». —
Pg.F.
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