Piano Periferie, tarda la firma In ballo 18 milioni per Ferrara
La pratica doveva essere pronta per la fine del mese di gennaio È ancora sul tavolo del Governo Pronta una variazione di bilancio per riscuotere i contributi
È una firma che si sta facendo attendere un po’ troppo. Il decreto per il Piano Periferie con il quale il Governo dava il via libera ad una serie cospicua di contributi ai Comuni per rigenerare i quartieri della città doveva essere siglato entro la fine del mese di gennaio, ma il carteggio si trova ancora fermo sul tavolo del nucleo di valutazione della presidenza del Consiglio a palazzo Chigi. Occorre infatti apporre la firma alla nuova convenzione dopo che quella vecchia era stata bocciata nell’ottobre scorso. In attesa che il decreto, uscito per la porta e rientrato per finestra, venga reso operativo con il definitivo sblocco delle risorse finanziarie, nel contempo anche Ferrara sta aspettando il contributo di 18 milioni di euro per iniziare a mettere a bando i progetti. Non appena verrà firmato il decreto, a questo punto non si conosce ancora la data nonostante le previsione ripetute dell’Anci al Governo, è già pronte il piano per arrivare quanto prima all’avvio dei cantieri.
«I progetti sono pronti - spiega l’assessore all’urbanistica Roberta Fusari - appena il Governo sbloccherà i fondi con il decreto, è prevista una variazione del bilancio del Comune di Ferrara per incamerare tali contributi. Solo una volta acquisite queste risorse siamo in grado di partire con i bandi per realizzare i progetti già pronti. Questi ritardi fanno slittare tutto il cronoprogramma dei lavori, anche perché ci sono altri comuni, e non è il caso di Ferrara, che hanno già iniziato i cantieri ma al momento anche loro sono bloccati in attesa che venga apposta questa firma».
Le finalità del progetto elaborato dal Comune di Ferrara è la riqualificazione di una porzione del proprio territorio, con particolare attenzione per aree e edifici degradati e non più utilizzati, per migliorarne le condizioni urbanistiche, abitative, sociali, economiche, ambientali e culturali. L’ambito di riferimento del “Nuovo Quartiere nell’area della Darsena di San Paolo, ex Mof e Meis” è in particolare quello, ricompreso all’interno della zona di rispetto della città storica (sito Unesco), costituito per la maggior parte dall’area del vecchio Mercato Ortofrutticolo (ex Mof), attualmente usata come parcheggio pubblico, e dalla Darsena di San Paolo. —
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