Rimborsi Carife, nel testo c’è un’aggiunta Marattin: così rimane il rischio esclusione
La bozza di decreto attuativo continua a far discutere: sul perimetro dei risarcimenti torna alla carica il deputato dem
il caso
Non accenna a trovare un punto di caduta comune e condiviso la vicenda dei rimborsi agli azzerati Carife e alle altre banche in dissesto. La bozza di decreto attuativo che circola in questi giorni alla Camera dimostra che «avevo ragione nell’evidenziare i rischi di esclusione dai rimborsi per i risparmiatori ferraresi e delle altre banche risolte - è l’affondo di Luigi Marattin - Rischi che a questo punto sono confermati nonostante il tentativo maldestro di rimediare da parte della maggioranza».
la riga galeotta
Tutto ruota attorno ad una in apparenza insignificante aggiunta alla definizione dei «risparmiatori» contenuta nel comma h dell’articolo 2 del decreto attuativo. Viene definito risparmiatore, e come tale ammesso al rimborso, anche il «proprietario e possessore di strumenti finanziari delle Banche in liquidazione alla data del provvedimento di messa in liquidazione o dell’avvio della precedente risoluzione». Secondo Marattin è quest’ultima definizione «la prova della necessità da parte del governo di correggere il testo della legge di Stabilità per includere senza dubbio anche gli azzerati di Carife e delle altre tre banche. È quanto avevo suggerito di fare con un emendamento alla legge, che però è stato bocciato e seguito da una serie di attacchi, tra gli altri, del sottosegretario Villarosa. Ora, guarda caso, ricompare».
Per il deputato ferrarese, però, questa aggiunta non basta a mettere al riparo gli azzerati Carife: «Un decreto attuativo non può ampliare un concetto già stabilito da una fonte primaria come la legge di Stabilità. Quindi, paradossalmente, aver ammesso implicitamente l’errore - è il suo ragionamento - avrà il solo effetto di rafforzare le ragioni di chi vorrà eventualmente opporsi all’applicazione del decreto ai ferraresi (in caso di magri riparti, ndr)». Bisogna vedere, tuttavia, che peso daranno i giudici all’interpretazione autentica del legislatore, che in caso di correzione risulta evidentemente espressa in maniera inequivocabile.
Nella definizione di risparmiatore, rispetto all’articolo 494 della legge di Stabilità, non compare più la frase «ovvero i loro successori e aventi causa».
altre critiche
Questo affondo si unisce in ogni caso a quelli espressi da molte associazioni dei consumatori, su tutt’altri aspetti del decreto. I più recenti riguardano la possibilità di chiedere rimborso anche delle azioni acquistate dopo le risoluzioni o le situazioni di conclamato dissesto, che ha fatto pensare al rischio di risarcire pure chi ha speculato su queste vicende. Resta poi aperta la questione delle violazioni massive del Testo unico bancario, che continuano a riguardare «obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza»: che non sia la truffa da dimostrare, avvertono gliazzerati. —
S.C.
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