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Case famiglia, una legge per "serrare" le regole

Case famiglia, una legge per "serrare" le regole

Normativa troppo blanda. La Regione: o la cambia il governo o la cambiamo noi. Le strutture saranno aperte anche alle visite di associazioni e sindacati. Bonaccini: più controlli ma niente telecamere.

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FERRARA. "Manderò, questo pomeriggio, una lettera al Governo e ai ministeri competenti per chiedere di rivedere la normativa nazionale". Lo ha annunciato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini illustrando insieme all'assessore regionale alla Salute Sergio Venturi, le misure per garantire maggiori controlli nelle case famiglia per anziani, dopo i maltrattamenti scoperti in una struttura sull'appennino Bolognese. Il governatore, che porterà il tema anche in Conferenza delle Regioni, chiederà l'impegno del Governo per introdurre verifiche preventive per l'apertura delle strutture e per il rilascio delle concessioni e "se dovessero esserci tempi troppo lunghi e non cambierà la legge nazionale - ha aggiunto - entro l'estate lavoreremo per una legge regionale". No sia di Bonaccini che di Venturi alle telecamere nelle residenze: "Non possiamo vivere in un mondo - ha spiegato il presidente - in cui un grande fratello ti controlla 24 ore su 24. Dobbiamo garantire la privacy".

Oggi, 22 febbraio, Bonaccini e Venturi hanno fatto il punto sulla materia durante un conferenza stampa nella quale hanno anche fornito i dati sulle case famiglia. In regione ce ne sono 505 (398 per anziani e 107 per persone con disabilità). Per quanto riguarda i controlli, nel 2017 sulle strutture pubbliche e private, accreditate e autorizzate, sono stati realizzati quasi 400 controlli. Sulle case famiglie, le verifiche sono state 263 (il 52%), oltre la soglia obiettivo fissata del 50%.

Ora verranno aumentati, "sempre fuori calendario e a sorpresa, anche ravvicinati rispetto agli ultimi fatti", come spiega ancora viale aldo moro. I maggiori controlli riguarderanno anche i requisiti professionali e i contratti di lavoro applicati al personale impiegato.
Tra le forme di sostegno ai comuni, già da quest'anno saranno stanziate risorse sia per la formazione professionale dei vigili incaricati dei controlli sia per favorire la collaborazione tra i municipi più grandi e quelli più piccoli.


 

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