Quella visita del Papa che lasciò un segno nelle anime ferraresi
Santini nel 1990 fu tra gli organizzatori Il ricordo dell’evento scritto per la Nuova
Pubblichiamo l’articolo che Alfredo Santini scrisse per la Nuova Ferrara a ricordo della visita di papa Giovanni Paolo II a Ferrara il 22 e 23 settembre 1990, che lo vide coordinare l’organizzazione.
dagli archivi
Alfredo Santini
Il Papa a Ferrara. Un sogno, a lungo desiderato, tanto da sembrare irrealizzabile. Ad una ad una, tutte le città dell’Emilia Romagna avevano avuto la grande gioia della visita del Santo Padre: restava fuori solo la nostra, “saltata” dai sacri palazzi come se Ferrara non esistesse, non avesse un posto nel grande cuore del Papa. Una lunga attesa, giunta a compimento solo allora, nel 1990, secondo tempi che si possono misurare solo «con l’orologio della Provvidenza, usando il quale si può star certi che si arriva agli appuntamenti essenziali della storia sempre al momento giusto, né prima né dopo», secondo il detto di un vecchio prete.
A voler leggere le cose da un punto di vista storico, si può comunque dire che il momento era particolarmente significativo: dal sesto centenario dell’Università, al millenario di Guido, monaco di Pomposa, passando attraverso quei mutamenti sociali, economici, di costume. L’esultanza di quando si sparse la notizia – l’arcivescovo di allora, mons. Luigi Maverna, venne convocato a Roma improvvisamente – cedette subito il posto ad altre emozioni, ad altre domande. Ferrara – città sazia di benessere, povera di altre ricchezze – si interrogava e rifletteva, e lo faceva attraverso il settimanale diocesano – «per la gente chi il Papa?» «La gente pensa del Papa quello che egli stesso pensa di sé?» (Luciano Chiappini); «dirà cose di notevole significato, dirette a risvegliare le coscienze e a portare una revisione di vita» (mons. Giulio Zerbini). Fui chiamato a presiedere la Commissione Economica e, in collegamento con altri settori e con padre Daniele Libanori, l’organizzazione generale. Oltre a mettere in piedi la macchina organizzativa, in linea con il rigido protocollo della Prefettura della Casa Pontificia, avevo il compito di raccogliere e gestire i fondi necessari. Non mi stancherò mai di ripetere che la rispondenza fu fantastica: tutti si sentirono coinvolti in questo evento.
Struggente il monito biblico col quale il Papa ha inteso accomiatarsi a Ferrara: «Come Davide a Salomone, anch’io desidero lasciarvi un monito: Io me ne vado ma tu sii forte e mostrati uomo». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
