Al Museo porte aperte e foto per difendere i due reperti
È l’iniziativa prevista oggi dalle 15 alle 17 contro il trasferimento dei crateri La presidente Cogetour: «Così viene meno la sinergia fra le forze del territorio»
COMACCHIO. Con “Uno scatto per il Museo”, iniziativa fotografica organizzato per oggi, dalle 15 alle 17, Cogetour, ente gestore del Museo Delta Antico, si mobilita per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore simbolico per il territorio dei due crateri oggetto del contendere con il Museo Archeologico nazionale di Ferrara, a difesa del patrimonio archeologico esposto, proveniente in gran parte dalle bonifiche in valle del secolo scorso. Patrizia Guidi, presidente di Cogetour, ente concessionario dei musei e dei percorsi escursionistici in valle, esprime la sua «preoccupazione per quanto potrebbe a breve accadere al Museo del Delta Antico, privato dei due crateri, simbolo dell’esposizione e portati in questi anni alla fruizione della collettività dopo anni di mancata visibilità. Una preoccupazione motivata dal venir meno non solo di opere di grande valore intrinseco e simbolico, ma anche di quella sinergia fra tutte le componenti territoriali che hanno permesso al museo di diventare un punto di eccellenza. Vi è il dubbio che possa essere vanificato il lavoro svolto da tutta la comunità di Comacchio, e non solo, che ha permesso di costituire il Museo e di permetterne la fruizione».
il museo è comunità
Forte dei numeri in costante crescita degli accessi al museo, Guidi rimarca come «una comunità intera non riesce ad accettare da parte del Polo museale dell’Emilia Romagna di essere considerata ai margini del sistema decisionale, di essere messa di fronte a decisioni drastiche senza alternative, di non avere la possibilità di proseguire il percorso di miglioramento della propria immagine e dei propri servizi».
Lo storico traguardo dell’inaugurazione del museo del 25 marzo 2017, atteso da oltre trent’anni dalla comunità lagunare, è il frutto di una serie di sinergie e di strategie interistituzionali, ma anche delle aziende che sostengono i costi di gestione e ne curano i servizi e della rete di volontariato che collabora con il gestore.
l’iniziativa
Il presidente del consiglio comunale lagunare, Stefano Parmiani, lanciando l’hastag #giùlemanidalmuseodeltaantico, si dice convinto che quello di oggi sia «un momento importante che deve andare oltre i colori e le bandiere politiche, dove l’unica cosa da rivendicare è la nostra identità e i simboli delle nostre origini. Lasciamo per un giorno a casa le polemiche, uniamoci per far sentire il più forte possibile la nostra voce e superare questi inutili egoismi».
la politica
Anche il capogruppo di Forza Italia, Emanuele Mari, anticipando il proprio voto a favore della mozione del consigliere Alberto Righetti, capogruppo di maggioranza, per trasformare il prestito dei due crateri in deposito permanente, mettendo i puntini sulle “i”, commenta l’annosa vicenda. Per oltre mezzo secolo la mancanza di un museo a Comacchio è stato il motivo principale del mancato ritorno dei reperti: «Fermo restando che questi reperti sono di proprietà statale, è giusto che convenzioni e protocolli regolino le modalità di assegnazione a Comacchio per l’esposizione in via definitiva, ma ora, che il museo a Comacchio c’è – afferma Mari –, è giunto il momento che ciò avvenga quantomeno per quei reperti che da sempre giacciono nei magazzini di Palazzo Costabili a Ferrara». —
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