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Portomaggiore 

Comune, scuola e volontari contro la fragilità sociale

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PORTOMAGGIORE. Scambio, coinvolgimento, integrazione apertura. È il contenuto della sigla Scia, che dà il nome al progetto rivolto alla comunità per contrastare le situazioni di fragilità sociale e sanitaria nel territorio.

Il progetto prevede diverse attività (alcune già avviate) che saranno sviluppate a Portomaggiore e frazioni nei prossimi mesi. Coinvolti diversi settori della popolazione oltre a attori istituzionali e associativi, la scuola, il Lions Club.

GIARDINO ALZHEIMER

Ieri pomeriggio in sala consiliare la presentazione del progetto, così salutato dall’assessore Alessandro Vacchi: «Incentiva la coesione sociale. È approvato dalla Regione – ha detto tra l’altro– per lavorare insieme ala comunità per combattere la solitudine nel segno della sussidiarietà, con un rapporto umano da ritrovare. In giugno sarà inaugurato uno spazio chiamato Giardino dell’Alzheimer».

Il progetto parte da lontano: da Mai più Soli rivolto agli ospiti della Casa di Residenza di Portomaggiore, e il percorso formativo coordinato da docenti dell’università di Bologna. Da cui sono scaturite delle figure come le sentinelle e gli osservatori, fino ad attivare un corso per formare le Sentinelle di Comunità, che si sta effettuando a Mesola ed è già stato svolto a Portomaggiore.

In quest’ultimo corso, ha detto a sua volta Katia Fabbri, tra le curatrici, «sono state coinvolte almeno trenta persone che diverranno operative nell’indagine nei territori della frazioni, mirata non solo a rilevare gli aspetti di debolezza sociale, ma anche gli elementi di forza».

INCLUSIONE SOCIALE

Così Paola Castagnotto, dell’Asl, ha citato il bell’esempio del nuovo gruppo «Mamme che aiutano altre mamme, sempre come mezzo d’inclusione sociale, una rete di salute donna, con un gruppo di lavoro. Per mettesi in gioco, con supporto psicologico oltre che materiale».

Il contributo del Lions è stato portato dal presidente Enrico Guidi, e Sandro Guerra, direttore delle cure primarie Usl, ha sottolineato «il grande spirito solidale di Portomaggiore, tant’è che la Regione è proprio partita da qui creando la Casa della Salute».

Importante il ruolo che sarà poi svolto dall’istituto superiore Rita Levi Montalcini (presente con la docente Daniela Ettro) con alternanza scuola lavoro, stage nela Casa della Salute e l’analisi del risultato della ricerca sull’attività svolta.

Aspetti che sono stati ricordati da Roberto Suprani (associazione Le Contrade, capofila del progetto) che ha anche sottolineato il percorso che coinvolge anziani e assistenti domiciliari. —

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