Il Duomo è ammalato stop di sette mesi Dal 4 marzo messe a San Francesco
Serve un intervento alle colonne portanti che hanno perso elasticità Passaggio di consegne nella recuperata chiesa di via Terranuova
la novità
Il duomo di Ferrara è ammalato e ha bisogno di cure più intensive, per cui si è deciso di chiuderlo al pubblico per sette mesi. Il cantiere interno iniziato alla fine dello scorso anno ha evidenziato problemi molto più complessi alle colonne portanti per cui c’è bisogno di allagare l’area d’intervento. A questo punto, dopo un sopralluogo tecnico è stato deciso di non celebrare più le funzioni per consentire un restauro più rapido e sicuro.
Le ultime messe in Cattedrale verranno celebrate domenica 3 marzo. Il giorno successivo si procederà alla chiusura al pubblico per consentire ai tecnici di lavorare senza il problema di disturbare i riti religiosi. Il desiderio sarebbe quello di riaprire la Cattedrale per le celebrazioni legate alla Madonna delle Grazie, patrona di Ferrara, attorno alla prima decade di ottobre ma sarà una corsa contro il tempo, perché il duomo è un paziente che risente degli acciacchi degli anni, oltre che delle scosse di terremoto che hanno inferto un duro colpo alle colonne settecentesche.
L’intervento che fu effettuato in quegli anni, con la trasformazione della chiesa adeguandola a uno stile barocco, ha appesantito le colonne, che hanno perso elasticità.
Le altre chiusure
Il duomo di Ferrara dopo il terremoto era stato chiuso al culto per un paio di mesi per consentire la messa in sicurezza soprattutto di una parte del catino absidale che presentava delle gravi crepe, con il controsoffitto proprio in prossimità della volta con il giudizio universale di Bastianino e riaperto nel luglio del 2012. Un’altra chiusura forzata della cattedrale di Ferrara si era verificata il 12 marzo 2015 per consentire l’applicazione di reti di protezione in modo da contenere i distacchi di frammenti dal soffitto ed evitare che cadessero a terra. L’operazione fu eseguita in tempi brevi e la basilica fu riaperta dopo circa un mese per consentire le celebrazioni di Pasqua.
Il piano B
È già stato studiato un piano alternativo per continuare le celebrazioni solenni, come quelle di Pasqua o quelle principali dell’anno liturgico come Ascensione, Pentecoste e Corpus Domini. Visto che stanno per essere ultimati i lavori alla chiesa San Francesco con l’imminente riapertura, sarà proprio la basilica di via Terranuova a ospitare le messe del vescovo, mentre nel tempo ordinario i fedeli del centro potranno accedere alla chiesa di Santo Stefano, la più vicina alla Cattedrale, visto il perdurante stato di chiusura in cui versano le chiese limitrofe più capienti di San Paolo, Teatini e soprattutto San Domenico, che versa in condizioni veramente precarie come testimonia il crollo di una parte del tetto absidale avvenuto lo scorso anno.
Passaggio di consegne
È anche un segno del destino questo ideale passaggio momentaneo di consegne tra la basilica cattedrale di San Giorgio e quella di San Francesco, con quest’ultima che riapre completamente giusto il giorno in cui chiude il Duomo.
San Francesco in questi anni era agibile solo nel transetto della basilica ma la parte più ampia dell’edificio ha avuto bisogno di interventi specifici, soprattutto nel colonnato che separa le due navate laterali dal corpo centrale. La chiesa gestita dai frati minori francescani conventuali, di proprietà del demanio ha avuto in questi anni un lungo lavoro di restauro che ha risanato uno dei più bei templi religiosi di epoca rossettiana. —
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