Sulle case famiglia la stretta della Regione: più vigilanza e controlli
Bonaccini: se non interviene lo Stato faremo noi una legge Potranno accedere, oltre ai familiari, associazioni e sindacati
Case famiglia più trasparenti e sicure. Controllate dalla Regione e dalle autorità sanitarie, ma anche sottoposte ad una sorta di vigilanza “sociale”, fondata sul contributo non solo delle famiglie degli assistiti ma anche delle associazioni di volontariato e dei sindacati.
L’evoluzione delle strutture che si stanno moltiplicando con una rapidità vertiginosa in una società sempre più anziana è stata tratteggiata ieri dai massimi vertici regionali.
«Manderò oggi (ieri ndr), una lettera al governo e ai ministeri competenti per chiedere di rivedere la normativa nazionale», ha annunciato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, illustrando insieme all’assessore regionale alla Salute Sergio Venturi, le misure per garantire maggiori controlli nelle case famiglia per anziani, dopo i presunti maltrattamenti avvenuti in un paio di strutture (San Lazzaro di Savena e San Benedetto Val di Sambro). Nel ferrarese si sono registrati interventi di Comuni e Asl, soprattutto sul fronte autorizzativo e dei requisiti, nel Copparese, nell’Argentano e nella zona di Poggio Renatico.
L’appello del pm
Sulla questione era intervenuto l’altro ieri il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, che ha chiesto di rivedere la procedura delle autorizzazioni, ritenuta evidentemente troppo blanda,evidenziando anche la necessità di rendere più rigorosa e capillare la vigilanza su queste forme di assistenza. Il governatore, che porterà il tema in Conferenza delle Regioni, chiederà l’impegno del governo per introdurre verifiche preventive per l’apertura delle strutture e per il rilascio delle concessioni e «se dovessero esserci tempi troppo lunghi e non cambierà la legge nazionale – ha aggiunto – entro l’estate lavoreremo per una legge regionale». Si prevede in particolare di rendere obbligatoria l'apertura delle casa famiglia non solo a parenti e conoscenti, come già ora previsto, ma anche ad associazioni di volontariato e organizzazioni sindacali. Ma niente telecamere: «Non possiamo vivere in un mondo dove un “grande fratello” ti controlla 24 ore su 24, abbiamo un elemento che si chiama privacy - ha detto Bonaccini - Anche i familiari diano per una stretta più forte sui controlli. Serve il coinvolgimento più largo possibile».
requisiti sotto la lente
In regione ci sono 505 case famiglia (398 per anziani e 107 per persone con disabilità) con 2.746 posti letto complessivi: 87 sono collocate in provincia di Ferrara con 497 posti letto totali. La conferenza è servita anche a fare il punto sui controlli: nel 2017 sul complesso delle strutture pubbliche e private accreditate e autorizzate, sono stati realizzati quasi 400 controlli. Sulle case famiglia 263 (il 52%), oltre la soglia obiettivo fissata del 50%; nel 2018 ispezioni completate al 100%. I controlli, hanno anticipato i vertici regionali, verranno aumentati «fuori calendario e a sorpresa. Riguarderanno, fra l’altro, i requisiti professionali e i contratti di lavoro applicati al personale impiegato. —
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