«Tempi non rispettati per l’Open Lab» Esposto in procura
Contestazioni sul progetto dell’ex Teatro Verdi Il Comune replica: accuse ridicole e offensive
la denuncia
I tempi di avvio dell’attività del Laboratorio Aperto negli spazi del teatro Verdi e le modalità di assegnazione del soggetto gestore da parte del Comune sono al centro di un esposto presentato alla procura da Roberto Zambelli, addetto dell’azienda La Terra dell’Orso. Zambelli in particolare punta il dito sul fatto che l’avvio dell’attività a regime sarebbe stata annunciata per il gennaio di quest’anno, sottolineando la mancata rispondenza con i termini fissati attraverso un “dossier” fotografico sui lavori ancora in corso nell’area del cantiere, e imputa questo ritardo a presunte incongruenze relative alla determina di assegnazione.
Immediata la replica del Comune che, in una relazione tecnica, ricorda che l’intervento era suddiviso in due tranche, la prima relativa alla Palazzina da ultimare entro il 2018, e la seconda per ex platea, torre scenica, palchetti e terrazze da ultimare non a gennaio, ma a giugno 2019. «La scelta di consegnare l’immobile in due tranche e di condividere con il gestore, sulla base del progetto vincitore, il piano di allestimento degli spazi è derivata, contrariamente a quanto contestato, dalla volontà del Comune di accelerare i tempi di apertura reale del Laboratorio Aperto, senza attendere la conclusione del cantiere».
«Ritengo le affermazioni del signor Zambelli ridicole e offensive - chiosa il vicesindaco Massimo Maisto - È stata questa amministrazione, e non i suoi detrattori, a riqualificare pezzi di città sui quali, prima nessuno ha saputo intervenire. Anche in questo caso, con un progetto finanziato al 51% da fondi privati, stiamo ripetendo quanto sta avvenendo con successo all’ex Palaspecchi, alla palazzina del Mof e in tanti edifici monumentali danneggiati dal sisma. Lasciamo volentieri ad altri il gusto di brontolare anche tramite esposti, noi andiamo avanti». —
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