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Via al percorso partecipato Così si recupera lo storico teatro

Franco Corli

Il sindaco incontra le associzioni per definire le strategie  in vista degli attesi lavori Avviato anche l’iter per tracciare l’uso futuro del Concordia

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PORTOMAGGIORE. Finalmente ci siamo. Uno slogan e una felice presa d’atto della prossima rinascita, dopo decenni di attesa, dello storico Teatro Concordia di Portomaggiore. Una rinascita resa possibile grazie al finanziamento deciso dal Cipe e dal Mibac (il ministero dei Beni artistici e culturali) nel settembre del 2018 e confermato in un recente incontro svolto a Roma dal sindaco Nicola Minarelli.

In ballo (su un miliardo e 700 milioni di euro per altri interventi in tutta Italia) ci sono 3, 5 milioni di euro. Il sindaco ha voluto incontrare l’altra sera in sala consiliare le associazioni culturali locali, per informarle dei complessi percorsi normativi che hanno portato all’importante risultato e dare il via a un percorso partecipato per l’atteso recupero del teatro.

PROGETTO ATTESO

«Diamo vita a un progetto che aspetto da decenni-ha detto il sindaco – e iniziamo un percorso per stimolare idee e progettualità da parte di tutti. Il teatro riceve fondi come altri interventi per Ferrara e Comacchio. Il Cipe ci ha confermato la cifra a bilancio, le risorse sono impegnate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Positivo si è dimostrato il rapporto diretto tra il ministero e il comune interessato. Per cui, ci è anche stato detto, prima partite col progetto e meglio è. Di fatto l’amministrazione locale non deve anticipare la somma, ma i soldi saranno dati alla Stato in fase di avanzamento lavori (Sal). Ma attenzione dobbiamo fare proposte precise sulle somme stanziate ogni anno, altrimenti al Sal saranno decurtati i fondi del 20%».

Quindi l’intenzione è di dare il via il prima possibile alla procedura (i lavori forse dal 2020) «e magari entro un mese avere idee chiare, Il teatro non sia una cattedrale nel deserto – ha ribadito Minarelli –, ma fruibile per eventi vari: teniamo conto che avrà 200 posti in tutto e importante sarà la gestione: va evitato che, in nome della “portuensità”, vada a persone poco competenti. Ho già visto buoni esempi di altri piccoli teatri ben gestiti. Vediamo anche usi alternativi».

IDEE E PROPOSTE

Le prime idee – e richieste di chiarimenti – sono venute dalle associazioni e da Giovanni Tavassi, capogruppo consiliare del Gruppo misto: «Dovrà essere un luogo polifunzionale con varie iniziative per l’intera cittadinanza».

Incontri, mostre – è stato il succo dei numerosi interventi – uno spazio culturale di spettacoli (ma vi sono alti costi per nomi importanti) oltre di aggregazione giovanile (ora assente in città). «Pur se la cultura-è stato ribadito a più riprese-è l’investimento maggiore: un obiettivo importantissimo. Si deve quindi evitare di usare il nuovo Concordia in modo parziale. Si usino tutti gli spazi: non solo la platea. È una grande occasione da cogliere certamente». —

Franco Corli

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