Filiera produttiva e marchio di qualità Così può rinascere il settore bieticolo
Coprob aderisce al progetto lanciato dalla Coldiretti Indicazione di origine per contrastare i prodotti “anonimi”
Il rilancio della produzione bieticola e della produzione di zucchero made in Italy passa dall’adesione di Coprob, unica industria di trasformazione ancora in attività con i due zuccherifici di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova), al progetto delle filiere agricole italiane di Coldiretti e alla richiesta della indicazione d’origine in etichetta a livello europeo, per tutti gli alimenti, zucchero compreso.
Nel 2019 gli stabilimenti della cooperativa Coprob lavoreranno le bietole provenienti dal bacino veneto ed emiliano, che si stanno seminando in questi giorni e che raggiungeranno la cifra di circa 30.000 ettari investiti.
Il presidente coprob
«Un segnale importante – sottolinea il presidente di Coprob, Claudio Gallerani – per gli agricoltori, i soci e i conferenti, dopo una difficile campagna 2018, che ha evidenziato molti lati negativi, dalla produzione in campo delle bietole, alle difficoltà dei prezzi mondiali dello zucchero, per cui la possibilità di poter aprire le fabbriche e puntare su prodotti diversificati sul mercato è una sfida che speriamo dia anche risposte in termini di reddito».
Made in Italy
Ed è proprio sul made in Italy che Coprob gioca le proprie carte, puntando ad accordi di filiera, all’alta qualità, alla rintracciabilità dal campo alla tavola, e a nuove tecnologie e metodiche agronomiche e produttive che possano garantire i diversi tipi di zucchero che saranno commercializzati con il marchio Italia Zuccheri: il classico zucchero bianco, il Nostrano (grezzo 100% italiano) e la novità del Biologico che sarà realizzato a partire da luglio 2019 a partire dai 1.300 ettari di bietole in coltura bio.
Coldiretti
«La bietola è una coltura importante per la nostra provincia – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Floriano Tassinari – anche per una più corretta gestione delle rotazioni agronomiche e mette in filiera diversi settori, con importanti ricadute economiche. Purtroppo annate come il 2018 nel nostro territorio sono state molto negative a livello produttivo, a partire dalle semine, con gelate che hanno distrutto diversi bietolai, per finire con produzioni di radici e polarizzazione mediamente scarse».
A ciò si è aggiunto un andamento in netta flessione anche per lo zucchero, «non più protetto - prosegue Tassinari - dai sostegni comunitari e quindi non competitivo sul mercato mondiale. Tuttavia si intravedono segnali di ripresa e la caratterizzazione dell’origine certificata “made in Italy” che Coprob propone, insieme a importanti contratti di filiera, che abbiamo posto come punto di incontro tra la produzione agricola e la trasformazione industriale italiana, potrebbero restituire interesse economico al settore e redditività ai produttori. Siamo lieti che l’unica struttura di trasformazione dello zucchero abbia condiviso la nostra proposta di legge europea per l’obbligo dell’origine in etichetta per tutti gli alimenti, dato che lo zucchero è proprio una di quelle produzioni “anonime”. Ringraziamo quindi Coprob - è la conclusione del presidente - per il prezioso aiuto nella raccolta di firme di sottoscrizione della proposta di legge europea contro il cibo anonimo, auspicando che anche altre importanti componenti dell’agroalimentare italiano facciano la loro parte per identificare e promuovere il made in Italy per quanti più prodotti possibile». —
Andrea Tebaldi
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