I candidati a ripetizione di economia e migranti «I reati non aumentano Dati del reddito al top»
Aspiranti sindaci alla Camera di commercio per lo studio Ires I sindacati: niente muri tra Comuni, non svendere le partecipate
L’analisi
Candidati a ripetizione di economia e analisi sociale. Ce n’erano tanti ieri mattina alla Camera di commercio per assimilare i dati e le valutazioni dello studio dell’Ires sull’apparato produttivo e le dinamiche demografiche di città e provincia. I civici su tutti. Piero Giubelli e Giorgio Ferroni erano seduti l’uno a fianco dell’altro, con l’altro avvocato Francesco Vinci (Mdp) a completare il “polo legale”. Qualche poltrona più avanti sedeva Roberta Fusari, con a fianco Deanna Marescotti (Psi), mentre Aldo Modonesi, candidato in pectore per il Pd, è arrivato a convegno iniziato restando in piedi, assieme a Pietro Turri. In rappresentanza del centro destra c’era Matteo Fornasini (FI), seduto a fianco dell’ex cislino Paolo Baiamonte.
avvertenze
Tutti ad ascoltare attentamente, in certi casi prendendo appunti, la relazione di Giuliano Guietti, presidente del centro studi regionale, sollecitato da Cgil, Cisl e Uil a stendere un “tappeto” di riscontri analitici in grado di costituire un minimo di base comune per i futuri scontri elettorali. Avranno quindi compreso di dover stare attenti a non mescolare dati del comune di Ferrara e della provincia, «anche in certe classifiche sono confuse e invece si tratta di realtà molto diverse» ha annotato Guietti; e anche di tenere separati i dati dei residenti da quelli pro-capite, poiché per quanto riguarda ad esempio il lavoro, la presenza di una quota massiccia e in crescita di pendolari (dal 21,9 al 24,7% in dieci anni) va ad innalzare il tasso di occupazione senza promuovere la capacità di creare posti da parte dell’economia provinciale.
La slide più controversa, ne era consapevole anche Guietti, è quella con le curve di crescita dei residenti stranieri, passati dal 6-7 al 10,4% in un decennio, e quella dei reati, abbastanza piatta: «Non c’è alcuna relazione tra reati e stranieri - ha detto l’ex segretario Cgil - ma non banalizziamo la questione della percezione distorta: dopo Bologna, Ferrara ha la più alta percentuale di persone che vivono sole, il 43% delle quali ha più di 65 anni e quasi tutte, 8.200, sono donne».
Altra affermazione di peso: «Non siamo il fanalino di coda nel reddito», visto che l’Istat assegna ai residenti in città 18.435 euro (16.193 per la provincia), contro 18.127 medi degli altri capoluoghi emiliani. Sono però dati derivati dalle dichiarazioni dei redditi, Rimini risulta in fondo.
Paolo Govoni (Camera di commercio) ha comunque fatto notare che in dieci anni le imprese sono calate del 3,8% in città e del 9,9% in provincia.
I sette punti
La platea ha poi ascoltato il sindaco Tiziano Tagliani ricostruire gli ostacoli incontrati (i due terremoti, 20 maggio e Carife), «solo una forte coesione tra istituzioni e aziende ha permesso di uscirne», con citazione del Patto per il lavoro come deterrente alle diseguaglianze territoriali. Infine le richieste dei sindacati ai candidati, snocciolate da Massimo Zanirato (Uil) dopo l’introduzione contro i «muri eretti tra i Comuni» di Cristiano Zagatti (Cgil). Eccole: lavoro e legalità; politiche sociali (occhio sulle case famiglia); accoglienza diffusa e integrazione dei migranti; parcheggi scambiatori e bus; terza corsia A13, Ferrara-lidi e altre infrastrutture per 664 milioni; fusioni tra Comuni verso i 4 poli; e welfare aziendale con il pubblico apripista. Anche per questo «no a svendere le quote delle partecipate». —
S.C.
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