In 300 per i crateri: «Devono restare»
Molto partecipata l’iniziativa in difesa dei due vasi contesi Il 4 marzo scade il prestito: si apre la discussione con Ferrara
COMACCHIO. Un pomeriggio in fila, per scattare una foto davanti al cratere raffigurante scene della guerra di Troia e per rilanciare sui social network l’appello “Giù le mani dal Museo Delta Antico”.
Residenti, famiglie, gruppi, ma anche rappresentanze di associazioni locali, turisti, insegnanti, studenti, commercianti: in oltre trecento hanno preso parte ieri all’iniziativa fotografica, organizzato da Cogetour, ente gestore del museo archeologico comacchiese, allo scopo di tenere alta l’attenzione sui reperti per cui il Museo archeologico nazionale di Ferrara ha invocato la restituzione.
utili per il turismo
Non tutto sembra perduto, perché, come ha spiegato il dirigente del settore turismo e cultura Roberto Cantagalli, «nei prossimi giorni si aprirà un tavolo di discussione. I due reperti sono i più belli esposti nel museo, ma sono anche i più grandi venuti alla luce durante gli scavi nella necropoli di Spina – ha sottolineato Cantagalli –; non è ipotizzabile non poterli valorizzare. Se dovessero essere restituiti, non potrebbero più far parte dei cataloghi promozionali, che in questi anni sono stati divulgati anche all’estero per promuovere il turismo di questo straordinario territorio ricco di storia e di cultura».
Il 4 marzo scadrà il termine fissato dal prestito che, come noto, riguarda due soli degli oltre duemila reperti esposti nel Museo Delta Antico, quelli ormai divenuti il simbolo dell’archeologia spinetica del Delta del Po, emblema della stessa struttura museale. «Avevamo chiesto al polo museale – prosegue Cantagalli – di poter disporre anche degli altri corredi funerari rinvenuti insieme ai due crateri e vogliamo auspicare che prevalga il buon senso. Non si è trattato di una questione estemporanea, emersa solo negli ultimi tempi, ma è dal 2016 che intercorre un carteggio epistolare legato alla custodia dei due prestigiosi reperti».
nuovi reperti in arrivo
Intanto il Museo Delta Antico, che in questo fine settimana è stato in vetrina nel Salore dell’archeologia e del turismo culturale “TourismA” di Firenze, si appresta a mettere a segno altri due significativi traguardi, che vanno in direzione della sua valorizzazione e della rifioritura di studi e ricerche archeologiche. «Tra marzo ed aprile – ha anticipato Cantagalli – arriveranno altri reperti antichi, provenienti dagli scavi effettuati in valle da archeologi dell’università di Zurigo. Il museo vanta anche tante iniziative tra visite guidate, attività didattiche e i dati di accesso rivelano che la crescita è costante, con numeri superiori rispetto a quelli del Museo archeologico nazionale di Ferrara».
Il 16 marzo prossimo, inoltre, dopo la mostra dedicata ai reperti di Pompei, sarà inaugurata quella dal titolo “Troia, la fine della città, la nascita del mito”, in virtù della rinnovata convenzione con il Museo archeologico nazionale di Napoli. Una visita guidata al museo, in compagnia della direttrice Caterina Cornelio, ha fatto seguito al flash mob fotografico, organizzato a difesa dei reperti, per i quali viene rivendicato, in maniera trasversale, il deposito permanente. Presenti alla manifestazione anche il sindaco Marco Fabbri e la giunta comunale. —
Katia Romagnoli
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