L’Avis nelle scuole in cerca di donatori In venti rispondono
BONDENO. Sono venti, dal solo inizio dell’anno, gli aspiranti donatori Avis delle scuole superiori di Bondeno, che hanno deciso di sottoporsi alle visite preventive per diventare a tutti gli effetti soci donatori. Indubbiamente, una grande boccata di ossigeno per l’associazione.
Una tra le più attive del territorio provinciale, per numero di adesioni e anche per donazioni: recentemente sono stati presentati i numeri delle sacche di sangue raccolte nel 2018 e i dati parlano di 1052 sacche. Un risultato affatto da sottovalutare. «I venti ragazzi che si sono presentati agli esami, per diventare donatori – spiega il presidente dell’associazione, Mario Sforza – sono per noi il vessillo di un lavoro che da circa dieci anni stiamo svolgendo all’interno delle scuole, per sensibilizzare i giovani. Segno che il contesto in cui stiamo “seminando” è proficuo».
L’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti, che ha voluto portare venerdì il suo personale saluto, alla sede Avis di via dei Mille, ha ricordato il valore della donazione «e l’importanza di affiancare ai donatori più esperti anche ragazzi dotati di grande senso civico. Perché – è stato il suo pensiero – di donatori c’è sempre grande bisogno, dal momento che il sangue non si può creare in laboratorio, ma si deve per forza donare a chi necessita di cure».
giovaNI SOLIDALI
I nuovi aspiranti donatori, dall’inizio dell’anno, sono: Emma Magri, Riccardo Martinozzi, Tina Corradi, Alessandro Benini, Leonardo Vincenzi, Fabio Mazzanti, Mauro Tioli, Lorenzo Monaldi, Federico Ogliani, Denise Bellini, Jagtar Sing, Federica Botti, Alice Acuti, Tiziana Casari, Margherita Pulga, Camilla Poletti, Silvia Baldo, Rebecca Zanotti, Pietro Perboni, Alessia Baraldini.
L’Avis di Bondeno ha voluto ringraziare, con i giovani, anche le loro famiglie, che li hanno supportati in questa scelta e gli insegnanti delle scuole (in particolare, la professoressa Laura Centelli) per la propria collaborazione. Oltre, naturalmente, ai medici che hanno svolto gli esami con i ragazzi: Giuseppe Montalbano e Marco Elmi.
piena sicurezza
«Il servizio – dicono i medici – viene gestito con una prenotazione e, nel caso degli “aspiranti” donatori, si dedica una giornata a questo scopo. L’importante è sempre la correttezza e veridicità dei questionari, per informare circa eventuali situazioni che potrebbero danneggiare chi riceve il sangue donato. Per chi fosse interessato – concludono Montalbano e Elmi – si effettua un prelievo con ago “a farfalla”, per valutare l’emocromo e gli esami di routine previsti dalla legge».
Trascorso un breve periodo, con i risultati delle analisi acquisiti, si può iniziare il proprio percorso di donatore. —
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