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Pd, su Modonesi scontro tra renziani A sinistra si prepara un’alternativa

Stefano Ciervo
Pd, su Modonesi scontro tra renziani A sinistra si prepara un’alternativa

Zaghini contro la candidatura dell’assessore: non porta voti in più. Talmelli: ci ho sempre creduto. Mdp e Si con i comitati

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Il quadro dei candidati sindaco a tre mesi dalle elezioni non è ancora totalmente definito, ma le ultime novità stanno contribuendo non poco ad un’accelerazione che in questo caso non fa rima con semplificazione. Anzi. Nella parte di sinistra dello schieramento politico, in particolare, le liste e i candidati rischiano di moltiplicarsi, con un effetto tutto da verificare su di un elettorato già di per sé confuso e in cerca d’identità. Nel Pd in particolare si è aperto uno scontro all’interno della componente renziana sul via libera al candidato in pectore, Aldo Modonesi, mentre le diverse anime della sinistra oscillano. C’è infine la partita in corso tra Ferrara concreta e i civici Piero Giubelli e Giorgio Ferroni, per trovare un accordo (non facile) su chi convergere come candidato sindaco.

spine dem

C’erano avvisaglie abbondanti sul fatto che la reazione dei renziani all’accantonamento dei civici sarebbe stato il maggior problema interno per Modonesi, ma su questo tema la componente si è spaccata. Da una parte Eric Zaghini, esponente storico e voce ferrarese del deputato Luigi Marattin, che spara a zero, dall’altra il consigliere Alessandro Talmelli a sostenere Modonesi, scommettendo sulla possibilità di portare con sé i renziani di città. Nei confronti dei civici, dice il sindaco di Berra in maniera non molto dissimile dal candidato leghista Alan Fabbri, «il Pd ha mostrato lo stesso interesse di un vegano in macelleria», considerandoli «di troppo, portatori di chissà quale eresia, ospiti in casa altrui». Poi il sondaggio commissionato dai dem, dall’esito scontato secondo Zaghini: i candidati più conosciuti staccano i civici, ma anche Fabbri stacca tutti. I voti per riequilibrare questa situazione li potevano pescare solo i civici, quindi «dovevamo incoraggiare la convergenza delle proposte civiche su di un solo candidato»; e invece, è la conclusione del ragionamento di Zaghini, «sceglieremo la candidatura più rassicurante che però parla solo a noi», visto che Modonesi, e con lui il vicesindaco Maisto, «sin da subito ho dubitato che potessero prendere voti di là e portarli di qua».

Non ha risposto direttamente, Talmelli, ma il suo post è eloquente: «Pare che finalmente anche la dirigenza del Pd locale si sia convinta nel sostenere la candidatura a sindaco di Aldo Modonesi: ne sono stato convinto fin dal primo momento perché ho sempre creduto nel sostegno al merito e alla competenza. Non ho mai scelto in base all'appartenenza di questa o quella corrente ma sulla base delle capacità necessarie per ricoprire il ruolo a cui si è candidati». E già si legge una carta che giocherà il Pd, la radice cittadina di Modonesi, «è certamente il ferrarese che ad oggi conosce meglio la città, le relazioni, i punti deboli e di forza, che può convergere su di sé anche altri consensi della società civile».

i territori

Intanto l’assessore cerca di schierare una Lista dei territori alla quale lavorano tra gli altri lo stesso Talmelli e Girolamo Calò, per frenare l’emorragia di consensi in periferia. Tutto da conquistare invece l’appoggio dei cattolici di Addizione civica. Martedì è comunque prevista l’investitura ufficiale.

A sinistra

Mdp e Sinistra italiana difficilmente convergeranno su Modonesi. Per intercettare il voto che vedono in allontanamento dal candidato dem, e approfittare dell’eventuale indebolimento M5s, cercano convergenze con “Battito della città”, il movimento nato dalle esperienze dei comitati civici, che ha in Marcella Ravaglia (Ferraraincomune) la possibile candidata di punta. La parte meno movimentista di Mdp dialoga però anche con la civica Roberta Fusari, appoggiata dai Radicali.

Il polo legale

Qualcuno l’ha chiamato “polo legale”, visto che a comporlo sono appunto avvocati. Ferroni e Giubelli, che in questi giorni marciano sempre più in coppia (il secondo si era detto disposto a convergere sul primo, in un incontro con il Pd), e Alberto Bova, candidato in pectore di Ferrara concreta-Italia in Comune. Per ora il polo è solo immaginato, poiché non risultano dialoghi diretti tra i tre candidati, ma c’è chi lavora per trovare una sintesi tra questi mondi civici: Bova e Giubelli difficilmente andranno avanti senza un accordo. —

Stefano Ciervo

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