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Volantini distribuiti nel quartiere 

“Ferrara che accoglie” e “Rete per la Pace”: «No ai militari in Gad»

“Ferrara che accoglie” e “Rete per la Pace”: «No ai militari in Gad»

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«Un quartiere militarizzato è un quartiere perso per tutti. Ferrara è una città aperta e sicura e deve rimanere tale per le prossime generazioni».

Termina così una lettera distribuita alle famiglie residenti della Gad e firmata dai gruppi “Ferrara che accoglie” e “Rete per la pace” che nei mesi scorsi hanno organizzato iniziative di integrazione alla Zona Gad. Una posizione decisamente fuori dal coro in questi giorni.

«La soluzione non è militare - spiegano le due reti nel foglio depositato nelle buchette della posta - la sicurezza è un diritto. È una cosa seria, si costruisce insieme, non facciamoci imbrogliare da chi pensa solo a diffondere e paura e odio per interesse elettorale. La repressione deve essere fatta nei confronti della criminalità e non della comunità».

Nella lettera c’è un attacco a chi strumentalizza la situazione «facendo politica con i disagi della gente».

«Cercano di guadagnare voti - si legge - con promesse di soluzioni semplici e radicali con l’uso dell’esercito. Promesse urlate senza nessun progetto realistico».

«I problemi che esistono alla zona Gad - proseguono vanno contrastati con maggior con maggiori investimenti, maggior coinvolgimento della comunità, maggiore formazione delle forze dell’ordine e una maggiore conoscenza dei contesti multiculturali. Spacciatori e e comportamenti scorretti vanno perseguiti, la legge va applicata. Questa criminalità va contrastata da professionisti delle forze dell’ordine e che devono avere tutte le risorse necessarie per svolgere il lavoro. Non esistono soluzioni a bassa costo. Non esistono soluzioni semplicistiche». —

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