Lipu, in sedici anni oltre 23mila animali salvati dai volontari
Dati positivi per il Giardino delle Capinere. Solo nel 2018 sono stati 1.159 gli interventi
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FERRARA. In oltre trent’anni di attività il Giardino delle Capinere - gestito da Lorenzo Borghi insieme a un gruppo di preziosi volontari in un importante Centro Faunistico didattico della Lipu - è diventato un punto di riferimento per il territorio provinciale e non solo. Diversi gli aspetti a cui il Centro si dedica: al primo posto c’è quello naturalistico-ambientale, seguito da quello educativo per migliaia di visitatori ogni anno e centinaia di studenti che approfondiscono così la loro conoscenza sulla fauna e flora del territorio; non ultimi l’aspetto sociale, perché grazie alla collaborazione con Enti e Cooperative, le persone con disagi iniziano qui il loro percorso di reinserimento e quello turistico sostenuto in particolare dalla Regione.
23mila “pazienti”
All’inizio di ogni anno Borghi presenta un Report su quanto svolto e ieri municipio insieme all’assessore all’Ambiente Caterina Ferri (il Comune ha aumentato da 16 mila a 30 mila euro il sostegno alla Lipu) ha fornito dati determinanti per comprendere il valore e il significato del Giardino delle capinere.
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«Nel 2018 – ha esordito Borghi – ci sono arrivati 1.159 animali soprattutto con fratture, che unitamente a tutti quelli che dal 1993 li hanno preceduti siamo arrivati a 23.075, in massima parte volatili. Dopo le cure del caso ne abbiamo liberati 9.653 iniziando dal 1996; normalmente ci occupiamo di 1.200 – 1.500 uccellini e in permanenza ci sono solo tre specie esotiche che non sopravviverebbero se lasciate libere. Quello che ci lusinga però sono oltre ai 3.381 visitatori solo l’anno scorso, le 96. 837 mila visite al nostro sito web (attivo dal 2008), i 6.597 amici di facebook e le 413.316 visualizzazioni video. Un bilancio positivo».
Sul grafico degli arrivi negli ultimi tempi appare un lieve calo di presenze, spiegato da Borghi con le segnalazioni che le persone, su invito della stessa associazione, compiono circa la presenza di giovanissimi pennuti forse caduti dal nido, che devono essere lasciati nella zona dove sono stati trovati magari spostandoli dalla strada ma sicuramente non abbandonati dai loro “genitori”. Lo stesso accade quando specie d’estate i villeggianti dei Lidi chiedono la presenza dei volontari Lipu per soccorrere un volatile, cosa che non è possibile per la distanza e la mancanza di mezzi. Fra le cause di morte degli uccellini c’è la colla topicida e i pallini sparato dai cacciatori, di cui è stato vittima un gheppio. Per l’entusiasmo, l’energia e i risultati che Borghi ha ottenuto in questi anni il responsabile del Servizio Agricoltura della Regione Renzo Armuzzi ha confermato pieno sostegno e disponibilità.—
Margherita Goberti
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