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Meis, il ministero revoca i 25 milioni di finanziamento per completare il Museo

Marcello Pulidori
Meis, il ministero revoca i 25 milioni di finanziamento per completare il Museo

Il sindaco Tagliani: atto di cialtroneria istituzionale senza precedenti, i nostri parlamentari alzino la voce. La precisazione del ministro Bonisoli: solo un rinvio, i soldi torneranno disponibili 

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FERRARA. Per la verità la notizia svolazzava da qualche settimana, ma la ufficialità è stata data soltanto una decina di giorni fa. Il Mibac ha cancellato i 25 milioni di euro che erano pronti per partire, direzione Meis, per il completamento del Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah.

La scelta ha suscitato un diffuso malumore in seno alla giunta comunale e che è stata ieri stigmatizzata pesantemente anche dalla Regione; né è bastata a placare gli animi la dichiarazione del ministro che si è trattato "solo" di un rinvio.

Lo stop, in particolare riguarda i quattro padiglioni che dovrebbero sorgere tra la palazzina di via Piangipane e l'ex carcere riadattato a museo. Un blocco con spazi che dovevano richiamare nella forma l’idea di quattro libri,  e che avrebbe dovuto rappresentare la prosecuzione e la conclusione del Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia). Il primo blocco, difatti, quello che dà su Rampari di San Paolo, che rappresenta simbolicamente il primo di quei cinque libri, non è a rischio e sarà terminato entro il 2021.

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Veementi le reazioni del sindaco Tiziano Tagliani e dell’assessore alla cultura Massimo Maisto: “E’ un atto di cialtroneria istituzionale che non ha precedenti – ha tuonato Tagliani – , faccio appello ai nostri parlamentari perché alzino la voce e protestino assieme a noi”. Per certi versi ancora più drastico, contro il Governo, l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti: “Siamo al rastrellamento di fondi e risorse per premiare i Comuni amici, fermando processi virtuosi, come il Meis, parte del patrimonio di una città, Ferrara, che viene così penalizzata in uno dei suoi riferimenti turistici più importanti: la cultura”. 

«I soldi per l’ultimo lotto del Museo della Shoah di Ferrara non sono andati persi», ha risposto in serata il ministro per i Beni e culturali Alberto Bonisoli. «La decisione di rinviare il bando per l’ultimo lotto del museo è stata presa perché solo ora si stanno aprendo i cantieri per il lotto precedente – ha sottolineato – e sarebbe stato impossibile mettere a gara anche l'ultimo e aprirlo prima del 2021. In quella data, infatti, scadono i finanziamenti che ci provengono dal Fondo per le politiche di sviluppo e coesione, e dunque i soldi sarebbero stati persi. C’è stato un grave ritardo per la complessità di intervento per i lavori del secondo lotto il cui iter progettuale è stato molto più lungo di quanto immaginato quando il museo della Shoah fu programmato. Voglio rassicurare tutti: i soldi ci sono e quando il museo avrà la sostenibilità per l’apertura di un nuovo cantiere saranno spesi».

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