Modonesi “incoronato” dal Pd «Non sarà una corsa solitaria»
La segretaria comunale Baraldi ha ufficializzato la candidatura dell’assessore Il sindaco Tagliani: ora dobbiamo sostenerlo per non lasciare la città a Fabbri
Non c’è stata troppa suspance, ieri sera all’assemblea comunale del Pd che si è svolta nel circolo Lambertini di via Bologna. Di fronte ad una platea folta, in piedi dietro il tavolo al quale erano seduti anche il segretario provinciale Luigi Vitellio, il capogruppo comunale Tommaso Cristofori e il consigliere Vanni Guzzinati, la segretaria comunale Ilaria Baraldi ha subito ufficializzato la proposta di Aldo Modonesi come candidato del partito nella corsa a sindaco di Ferrara.
percorso aperto
Baraldi, nel dicembre scorso, aveva trascinato la quasi totalità della stessa assemblea su di una posizione molto diversa, che metteva «di lato» una candidatura di partito per consentire ai candidati civici di venire allo scoperto. Ci riconosciamo nella proposta politica che Aldo Modonesi ha fatto alla città, ha invece detto ieri, citando le uscite del giorno prima sui giornali: «Non sarà una corsa solitaria ma un impegno collettivo», ha ribadito, chiedendogli di proseguire il percorso di condivisione e allargamento dei confini con le altre forze politiche, con i movimenti che in questi mesi hanno animato il dibattito politico con la elaborazione di idee e progetti e anche con i candidati che si sono presentati. Il riferimento era evidentemente ai civici Roberta Fusari, Giorgio Ferroni e Piero Giubelli.
Modonesi era seduto in mezzo alla platea e non ha nemmeno dovuto prendere subito la parola. Ha aspettato anche l’investitura di Tiziano Tagliani: dobbiamo lavorare per Modonesi perché altrimenti i ferraresi si ricorderanno solo di chi ha portato al governo Fabbri. Più che durante ll’assemblea di ieri, infatti, la sua sfida a ricompattare il partito sul suo nome dovrà vincerla nelle prossime settimane, cercando di tirare dalla sua parte i renziani scontenti e i cattolici di Addizione civica.
primarie calde
Intanto si preannuncia un finale scoppiettante della campagna per le primarie nazionali del partito, invero piuttosto sottotraccia. L’antipasto ad un sabato “pieno” ci sarà venerdì pomeriggio, quando alla libreria Ibs Enrico Letta verrà a presentare il suo nuovo libro: l’ex premier è formalmente fuori dallo scontro tra gli schieramenti, ma la sua sulla situazione dem e il nuovo segretario non potrà mancare di dirla. Sabato 2, vigilia del voto, in città arrivano due big: a Palazzo Racchetta ci sarà Matteo Renzi, a presentare pure lui un libro, e all’Hotel Orologio, ben distante dal centro, il segretario uscente Maurizio Martina, sostenuto dai segretari locali. Piero Giubelli, candidato sindaco civico che si dice piaccia ai renziani, ha annunciato la sua presenza dal senatore. —
S.C.
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