«Ridatemi subito i soldi o vi uccido» Impiegate minacciate con il coltello
Un 55enne disoccupato prende in ostaggio due dipendenti della Cna, lamentando di essere vittima di una truffa
Pochi minuti, ma di puro terrore. Con un coltello a serramanico che rotea a pochi metri di distanza, accompagnato da un’accusa farneticante: «Rivoglio indietro i soldi che mi avete rubato e finché non me li date vi tengo sequestrate».
Tarda mattinata di paura, lunedì, nella sede Cna di Portomaggiore. Un 55enne di Voghiera, ex autotrasportatore, entra negli uffici e se la prende con le impiegate. Non è la prima volta che lo fa, ma quel livello di minacce non era mai stato raggiunto.
«nulla da perdere»
Prima un breve saluto, tuttavia si capisce subito che non sarà un buongiorno. Due passi e ancor meno parole di presentazione, nella sede di piazza Giovanni XXIII l’uomo attacca con una storia che lì dentro hanno già sentito: sostiene che un’ex funzionaria di Cna, ora in pensione, in combutta con una banca gli abbia sottratto del denaro. Il 55enne, disoccupato e con precedenti problemi con la giustizia, è confuso. Nervoso. Si capisce perché: sta per tirare fuori un coltello.
«Se non risolviamo subito questa cosa, vi ammazzo», grida alle due impiegate in quel momento al lavoro nel primo ufficio sulla destra, a due passi dall’ingresso. Così come sono pochi i metri che le dividono da quella lama. Il sangue si raggela. Eppure è il momento di ragionare.
«Non fare colpi di testa, potresti rovinarti la vita», gli dicono le impiegate. E lui risponde con un fare da delinquente consumato: «Guardate che io non ho nulla da perdere».
la chiamata al 112
Le altre colleghe delle donne minacciate – in quel momento negli uffici ci sono quattro persone – si accorgono della gravità della situazione. Capiscono che quel che hanno appena sentito è troppo: non è come le volte precedenti, quando quell’uomo si era limitato alle parole. Qui si rischia davvero. Non ci pensano un attimo e chiamano i carabinieri. Intervento che si rivelerà quanto mai provvidenziale.
Una volta capito che di lì a pochissimi minuti i militari arriveranno, si scioglie come neve al sole la maschera del sequestratore improvvisato. L’ex artigiano con partita Iva, chiusa da tempo, non regge la pressione e molla tutto. Lascia la sede della Cna, portandosi dietro il coltello che tanta paura aveva fatto fino a quel momento.
l’arresto
Siamo praticamente davanti alla chiesa della Collegiata. In un cestino dei rifiuti, il 55enne butta il coltello. Ma non la fa franca del tutto. Perché i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Portomaggiore, che sono accorsi immediatamente sul posto dopo la chiamata, lo intercettano in giro per le vie del centro. Come nulla fosse.
Di fronte ai militari, l’uomo racconta. Dice dove ha buttato l’arma, ritrovata e poi sequestrata. «Ho difficoltà economiche e quei soldi li rivoglio indietro: ho subito un’ingiustizia», sostiene insistendo nella sua strampalata accusa. Ai carabinieri non basta: si fanno accompagnare nell’abitazione dell’ex autotrasportatore.
L’arsenale
Tra le mura di casa i militari trovano qualcosa di interessante: una balestra e una katana affilata. E nascosto sotto gli abiti, l’uomo aveva uno spray urticante al peperoncino, che forse pensava di utilizzare durante il tentativo di sequestro.
Terminato, fortunatamente, prima che qualcuno di facesse male. E con il 55enne finito agli arresti, nella casa circondariale di Ferrara. —
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