Bonisoli: i soldi del cantiere non sono andati perduti
Il Governo rassicura sul futuro: fondi anche per il terzo lotto quando sarà ora Borgonzoni: «Bastava una telefonata, Tagliani interessato solo a far polemica»
«I soldi per l’ultimo lotto del Museo della Shoah di Ferrara non sono andati persi». Questa, nella serata di ieri, la risposta del ministro per i Beni e culturali Alberto Bonisoli all’allarme lanciato in mattinata dal sindaco. «La decisione di rinviare il bando per l’ultimo lotto del museo è stata presa perché solo ora si stanno aprendo i cantieri per il secondo lotto – ha sottolineato – e sarebbe stato impossibile mettere a gara anche il terzo e aprirlo prima del 2021. In quella data, infatti, scadono i finanziamenti che ci provengono dal Fondo per le politiche di sviluppo e coesione, e dunque i soldi sarebbero stati persi. C’è stato un grave ritardo per la complessità di intervento per i lavori del secondo lotto il cui iter progettuale è stato molto più lungo di quanto immaginato quando il museo della Shoah fu programmato. Voglio rassicurare tutti: i soldi ci sono e quando il museo avrà la sostenibilità per l’apertura di un nuovo cantiere saranno spesi».
Il secondo lotto, fa presenta la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, doveva partire nel settembre 2015 e invece, «a causa del codice appalti che riformeremo», inizieranno ora. I fondi del terzo lotto non potevano essere gestiti con rivii. «Bastava una telefonata del sindaco per saperlo, mi viene da pensare che fossero solo interessati a fare polemica» ha concluso Borgonzoni. —
S.C.
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