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Dopo le minacce col coltello l’ex autista resta in carcere

Fabio Terminali
Dopo le minacce col coltello l’ex autista resta in carcere

Convalidato l’arresto del 55enne che ha terrorizzato le impiegate della Cna L’uomo viene accusato di violenza privata, ma non di sequestro di persona

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È tornata la tranquillità tra il personale della sede Cna di Portomaggiore dopo l’assalto di lunedì mattina, quando un uomo armato di coltello ha minacciato di morte tre impiegate.

Uno stato di quiete dopo la tempesta cui contribuisce la novità di ieri: resta in carcere il 55enne di Voghiera che si è reso protagonista dell’assalto agli uffici dell’associazione di categoria che si trovano in piazza Giovanni XXIII, in pieno centro cittadino.

arresto convalidato

L’uomo è comparso ieri di fronte al gip del tribunale di Ferrara. L’arresto è stato convalidato e quindi l’ex autotrasportatore, attualmente disoccupato e incensurato, rimane nella casa circondariale di via Arginone. Va sottolineato che sulle spalle del 55enne non pesa l’accusa più rilevante: infatti non gli è stata formulata l’accusa di sequestro di persona, che era circolata come ipotesi immediatamente dopo i fatti. A suo carico figura invece il reato di violenza privata, aggravato dalle minacce.

Il sequestro è stato escluso in quanto l’arrestato non è arrivato, per fare un esempio, a rinchiudere le impiegate in uno sgabuzzino. Anzi: avendo capito che i carabinieri, chiamati da una dipendente della Cna che ha dimostrato notevole sangue freddo, sarebbero arrivati di lì a pochissimo, l’uomo ha mollato tutto all’istante, desistendo da qualsiasi ulteriore intento delittuoso.

C’è però la violenza privata e non potrebbe essere altrimenti. Indimenticabile quel coltello a serramanico, per chi se lo è trovato a roteare sotto il naso. Il gesto e assieme, altrettanto incancellabile, la voce: «Se non mi ridate indietro i soldi, vi ammazzo». Questo ha detto l’ex autotrasportatore alle atterrite impiegate. E poi: «Guardate che io non ho niente da perdere», aggiunto in replica a chi gli implorava di abbassare il coltello e di tornare sui propri passi. Cosa che qualche minuto dopo ha fatto, prima dell’arrivo dei militari, gettando poi la lama nel cestino dei rifiuti più vicino.

Infine la cattura e il sequestro di una balestra e una katana affilata, ritrovate nella sua abitazione. Mentre addosso, nascosto sotto i vestiti, aveva dello spray al peperoncino.

il motivo del gesto

Ma perché l’ha fatto? Il 55enne, a suo dire, sarebbe stato vittima di una truffa orchestrata da un’ex funzionaria Cna, ora in pensione, e da una banca. Accuse che dall’associazione artigiana negano risolutamente. «Una storia da fantascienza», ripete il responsabile della sede portuense, Andrea Cobianchi.

In quegli uffici da un paio di giorni, dove non è prevista l’adozione di misure particolari di sicurezza, si è tornati a respirare. Perché l’aggressore ora è in carcere. E da lì non può far male. —



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