Hera promossa in economia circolare
La multiutility tra le cento eccellenze mondiali nel riciclaggio dei materiali di scarto e la lotta allo spreco alimentare
A Hera la laurea “honoris causa” in economia circolare per l’impegno profuso nelle buone pratiche contro gli sprechi alimentari e nella gestione dei rifiuti organici e della raccolta differenziata. Per questi motivi la multiutility è stata accettata (seconda realtà italiana dopo la banca Intesa San Paolo) nel CE100, il programma della Fondazione Ellen Mac Arthur che riunisce i cento soggetti più attivi su scala mondiale nella transizione verso il modello dell’economia circolare, con l’intento di favorire la conoscenza dei temi legati a queste importanti sfide. “Best practice” che la multiutility condivide con il Comune di Ferrara, come sottolineato nell’ultimo report “Cities and Circular Economy For Food” della stessa Fondazione.
Pasti recuperati
Le città, viene evidenziato nel report, giocano un ruolo chiave nella redistribuzione delle eccedenze alimentari e nella corretta gestione degli scarti, come dimostra il progetto del Last Minute Market di cui Hera e amministrazione municipale sono stati pionieri con la collaborazione di associazioni e onlus, e il progetto Cibo Amico grazie al quale i pasti preparati ma non consumati nelle mense aziendali vengono donati a enti noprofit che danno ospitalità e assistono quotidianamente persone in condizioni di difficoltà. Solo nel 2017 a Ferrara in questo modo sono stati recuperati 1.720 pasti dalla mensa aziendale di via Diana, pari a un valore di 7.300 euro.
biometano
Non meno importante il capitolo della gestione dei rifiuti organici (scarti di cucina, avanzi di cibo, sfalci e residui organici), che vede Ferrara tra le città più virtuose. Il modello a tariffa puntuale unito all’impegno dei ferraresi ha permesso di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata pari all’87%, con una crescita del 90% della frazione umida, passata dai 55 chili per abitante pre-tariffa puntuale agli attuali 105.
Proprio la promozione del compostaggio, unita alla raccolta dell’organico di qualità figura tra le sei iniziative di sostenibilità ambientale proposte dai cittadini in occasione di Hera-Lab, il confronto tra la multiutility e dodici rappresentanti dei cittadini articolato in cinque incontri.
I rifiuti organici, come spiega anche il report annuale “Sulle tracce dei rifiuti” (che sarà presentato all’Ecomondo di Rimini), vengono recuperati in impianti che valorizzano al meglio questo materiale come avviene, non lontano da Ferrara, nel nuovo impianto Hera di produzione di biometano di Sant’Agata Bolognese, frutto di un investimento di 30 milioni di euro. Qui dai rifiuti organici raccolti dalla multiutility si produrranno ogni anno 7,5 milioni di metri cubi di biometano, un combustibile completamente rinnovabile che consentirà di evitare l’utilizzo di oltre 6.000 tonnellate di petrolio all’anno, oltre a 20mila tonnellate di compost, che potrà fertilizzare campi e orti.
La plastica è servita
A questa stessa visione appartiene anche l’acquisizione di Aliplast, azienda tra le eccellenze nazionali nel riciclo e nella produzione di polimeri rigenerati da rifiuti industriali plastici, con oltre 80mila tonnellate di materiale riciclato ogni anno. Con l’integrazione di Aliplast il Gruppo Hera è diventata la prima realtà in Italia a raggiungere la piena integrazione lungo tutto il ciclo di vita della plastica. —
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