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lavori post sisma 

Porta Paola aperta dopo anni Centro che documenta le Mura

Giovanna Corrieri
Porta Paola aperta dopo anni Centro che documenta le Mura

Pastore spiega i tre obiettivi del restauro: attraversamento, più luce e reperti  L’edificio è diventato l’ideale collegamento tra via Bologna e piazza Travaglio

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Ieri alcuni ferraresi hanno potuto riscoprire l’antica e più autentica funzione di Porta Paola, l’edificio progettato nel 1612 dall’architetto Giovan Battista Aleotti, che all’epoca doveva attraversare chiunque volesse entrare nel centro della città giungendo dall’attuale via Bologna. Lo storico accesso è stato riaperto con un viavai di cittadini che, come uomini del Seicento, hanno potuto provare l’ebrezza di passare da piazza Travaglio a via Bologna e viceversa, proprio attraverso la Porta appena restaurata.

Primo varo

Ma si è trattato solo di una prima inaugurazione, «ancora fresca del profumo di vernice» come ha fatto notare il docente di Storia dell’Architettura Unibo, Francesco Ceccarelli che ha poi svelato ciò che ospiterà quel, solo per ora, intonso contenitore.

Porta Paola si appresta, infatti, a diventare il Centro di Documentazione delle Mura che racconterà la storia del manufatto murario cittadino.

Nello specifico saranno dei grandi pannelli (due metri per tre) ad illustrare al pubblico, in modo divulgativo, la storia dell’evoluzione delle mura cittadine dal Medioevo al Novecento: «Ciò consentirà ai visitatori di cogliere elementi particolari e poco conosciuti di uno dei circuiti murari più importanti d’Europa – ha specificato Ceccarelli – E di conoscere più in generale anche la storia di altre mura estensi, come le fortezze della Garfagnana, di cui si parlerà in una sala specifica, e che darà ai ferraresi una coscienza differente del proprio territorio».

L’interno

Al piano terra, quindi, la sala grande, con accesso da piazza Travaglio, ospiterà la narrazione della storia delle mura cittadine dal Medioevo al Barocco; nelle due sale successive ci sarà, invece, spazio per un infopoint e per pannelli che racconteranno le vicende novecentesche riguardanti le mura; al piano superiore è previsto uno spazio più grande per riunioni e attività didattiche, due stanze nelle quali proseguirà il racconto degli eventi che hanno riguardato le mura nel Settecento e nell’Ottocento, e la stanza dedicata alle fortezze del Ducato Estense. Ma ieri, tutto questo, i cittadini che hanno attraversato la Porta l’hanno solo potuto immaginare.

«La restituzione alla città di uno spazio frutto di un intervento complesso» ha ricordato il sindaco Tiziano Tagliani, un intervento finalizzato al consolidamento strutturale dell’edificio danneggiato da quel sisma del 2012 che aveva inciso profondamente su alcuni elementi della Porta: «Era in uno stato pietoso – è stata la considerazione dell’architetto Michele Pastore – Il terremoto e gli usi non consoni della struttura, dove erano stati trasferiti uffici, l’avevano ridotta così. Dal punto di vista architettonico il progetto di recupero ha perseguito tre obiettivi: ridare valore all’attraversamento della Porta; aprire un lucernario per far entrare più luce; recupero archeologico dei resti murari».

Si è dunque aggiunto un tassello in più al progetto di recupero della parte sud del centro storico: «Abbiamo già riaperto il baluardo di San Lorenzo, ora restituiamo Porta Paola e in corso ci sono i lavori di piazza Verdi e del baluardo dell’Amore» ha ricordato, l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi.

Un’apertura solo parziale quella che ieri ha interessato Porta Paola. Una prima inaugurazione della struttura restaurata a cui, a breve, ne seguirà una seconda. —

Giovanna Corrieri

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