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Sgarbi stavolta gioca in difesa: solo un errore, vado dal ministro

Il critico d’arte è tra i padri del museo e smentisce ritorsioni politiche Il 5 marzo incontro con Bonisoli: i soldi non sono persi, forse slittano 

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lo scenario

Nessuna congiura politica. «È stato l’errore di un dirigente della Soprintendenza, tra l’altro nominato da Dario Franceschini: ne parlerò a giorni con il ministro Bonisoli». La versione di Vittorio Sgarbi sul pasticcio dei fondi Meis è radicalmente diversa da quella di Comune e Regione, e quantomeno lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di recuperare questi fondi: forse a partire dall’anno prossimo. «Sono certo che non si tratta di una decisione politica ma probabilmente di un errore: il Segretariato per l’Emilia Romagna, che impegna i fondi per conto della Soprintendenza regionale, che ha aveva il compito di registrare anche i soldi del Meis nel bilancio 2019, non l’ha fatto e così a Roma non hanno inserito il finanziamento nel fabbisogno per l’anno in corso. Il 5 marzo ho in calendario un incontro con il ministro e parleremo anche di questo problema: non so - ammette il critico d’arte, che è uno dei padri del progetto Meis - se sarà possibile a questo punto recuperare questi stanziamenti già nell’anno in corso, ma non si è perso nulla».

bisogna cambiare

Sgarbi ne approfitta per indicare una nuova strada per lo sviluppo del Museo dell’ebraismo italiano: «Una volta recuperati i soldi, bisogna capire cosa si vuole fare del Meis. Al momento è solo il museo dei morti e per questo non suscita l’interesse delle comunità ebraiche più importanti del mondo, a partire da quella americana. L’impostazione mi sembra un po’ quella di Moni Ovadia», cioè critica nei confronti di Israele. Per cambiare dimensione, è l’opinione di Sgarbi, il Meis dovrebbe quindi «stringere rapporti più stretti con Israele, e le donazioni da parte delle comunità ebraiche più ricche arriverebbero senza dubbio, coprendo così anche eventuali problemi alle erogazioni statali».

campagna elettorale

Sgarbi promette d’insistere sui temi della cultura per la campagna elettorale ferrarese, in favore di Alan Fabbri: «Non mi ha invitato alla sua presentazione, però poi ci siamo spiegati e ho deciso di “scongelare” il mio impegno». —

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