Il pasticcio del Meis finisce in parlamento Liliana Segre firma per far tornare i fondi
Interrogazione della Senatrice Boldrini. Il sindaco Tagliani: bastasse una telefonata, chiamerei il ministro tutti i giorni
Anche la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e di recente protagonista di un incontro con le scuole ferraresi, insorge per la cancellazione dei 25 milioni di euro destinati al completamento del Meis. Liliana Segre ha subito sottoscritto, seguita da altri 25 parlamentari Dem, l’interrogazione presentata dalla senatrice ferrarese Paola Boldrini. La giustificazione addotta dal governo per spiegare il ritardo nell’erogazione dei fondi «è inaccettabile e indica sciatteria - scrive Boldrini - Definisce anzi che la cultura non è considerata prioritaria», condannando il Meis a diventare «solo un contenitore e non un museo di valore europeo».
Appello alla Regione
Alzano la voce in Regione anche i consiglieri Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, annunciando una risoluzione nella quale impegnano la Giunta e l’intera assemblea legislativa dell’Emilia Romagna «ad attivarsi per il recupero dei fondi, e auspichiamo che venga sottoscritta da tutte le forze politiche, per evitare un danno enorme a Ferrara a tutta la regione. Il Meis - conclude Zappaterra- era e deve rimanere un progetto bipartisan, apprezzato in Italia e all’estero, nato da un bando internazionale. Accettare che venga smontato sarebbe un errore. Anche per Alan Fabbri che ha l’ambizione di fare il sindaco».
La Lega assicura
Da parte sua il candidato leghista, nel ribadire che in caso di elezione provvederà alla promozione del Meis «in modo che diventi realmente un punto di riferimento culturale», assicura di essere in contatto con il governo «per capire meglio la vicenda e per garantire l’avanzamento dei lavori» e prosegue accusando il sindaco Tagliani di «strumentalizzazione politica» e «terrorismo psicologico», evitabili «se come me chiamasse il ministro Bonisoli che ha spiegato che i soldi ci sono e che saranno spesi quando il museo avrà la sostenibilità per l’apertura di un nuovo cantiere».
Telefonata milionaria
Bastasse una telefonata, ribatte Tagliani, per ottenere 25 milioni «io al ministro telefono anche tutti i giorni, anzi gli regalo un cellulare. La verità è che abbiamo saputo della mancata destinazione dei fondi a cose fatte. Erano finanziamenti già decisi, e nessuno del governo ci ha avvisati. C’è voluto un mese per riuscire a incontrare il ministro, se è sufficiente una telefonata per riavere i 25 milioni lo chiamo tutti i giorni».
Quanto alle spiegazioni addotte dal governo sul ritardo nell’erogazione dei fondi, ovvero che si sta lavorando ancora al lotto precedente, Tagliani fa presente che «quei fondi non risultano sospesi o spostati, perché non figurano né nell’esercizio 2020 né in quello del 2021, e quindi vuol dire che non ci sono, che sono spariti e non semplicemente spostati. E ricordo infine che nelle opere pubbliche è necessario avere la disponibilità dei finanziamenti per poter avviare la programmazione. Quindi anche se quei soldi non sarebbero stati spesi nel 2019, era necessario averne la disponibilità per portare avanti il lotto relativo. E ribadisco, era il governo a dover fare quella telefonata per avvisare che la programmazione sarebbe saltata».
Smentita inesistente
La smentita del Ministero dei Beni Culturali, aggiunge il vicesindaco Maisto, non smentisce un bel niente. Restano al contrario alcuni punti fermi: «I soldi c’erano e adesso non ci sono più, e ci sono stati tolti per ritardi non dovuti a inadempienze del beneficiario ma di chi quei fondi doveva erogare. C’erano tutte le condizioni per impegnare queste risorse in vista dell’ultimo lotto, ma si è deciso di spenderle altrove». E se il ministro si impegna a ripristinare i fondi «siamo tutti sollevati, ma siccome gli impegni politici lasciano il tempo che trovano ci chiediamo: quando? Con che tempi di erogazione? Se ci saranno risposte certe in tempi brevi si sarà rimediato a un grave errore, in caso contrario non si potrà continuare con smentite che non smentiscono».
A questo proposito interviene anche il Segretariato regionale per l’Emilia Romagna del Mibact, facendosi scudo con questioni di competenza («non spetta a noi assumere decisioni relative al completamento o meno dell’opera») e confermando «ritardi non prevedibili a causa della complessità progettuale», impegnandosi a «portare a termine i propri compiti».
Governo ostile
Quello che invece sembra chiaro sia alla segretaria comunale del Pd Ilaria Baraldi che al capogruppo in Regione Calvano è l’effetto negativo del Governo su Ferrara. «Dimostra un atteggiamento punitivo, a pensar male, o superficiale se vogliamo pensar bene», afferma Baraldi. «La Lega con le scelte che sta facendo da Roma già governa Ferrara e purtroppo sta già facendo molti danni», incalza Calvano. Gli esempi, elencano, oltre al pasticcio del Meis vanno dai 18 milioni per il Bando Periferie (Gad e Darsena) congelati allo stop al progetto dei Diamanti, dai veti al restauro di Palazzo Massari alla messa in dubbio di Buskers e Internazionale. —
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