Impianto dei fanghi Raccolta di firme contro il progetto
BANDO. Contro il possibile insediamento a Portoverrara di un impianto per la lavorazione dei fanghi da depurazione, è partita una raccolta firme. Inoltre le forze politiche che a vario titolo si sono già espresse su questa questione hanno informato i propri rappresentanti a livello regionale e nazionale.
Sono le novità emerse dall’incontro che si è tenuto mercoledì sera a Bando. Un’assemblea davvero partecipata quella che si è svolta nelle ex elementari di Bando tant’è che si è dovuto utilizzare una sala ben più capiente per poter far entrare un centinaio di persone. Cittadini del paese, altri giunti da tutto il Portuense e da Argenta. Una presenza silenziosa motivata dalla volontà di conoscere ed essere informati alla stregua di come hanno fatto altre persone durante l’incontro tenuto il 13 febbraio a Portomaggiore quando, di fatto, si è passati dal Comitato No Fanghi al Coordinamento.
L’OBIETTIVO
Un gruppo eterogeneo che ha come obiettivo bloccare l’arrivo in via Portoni-Bandissolo, nelle campagne tra Portomaggiore e Argenta, dell’impianto per la lavorazione dei fanghi. Ad introdurre la serata ci ha pensato Marino Mingozzi, presidente della Rpc di Bando; da subito ha fatto il possibile perché l’incontro non assumesse toni da campagna elettorale ma fosse improntato alla massima informazione. Di qui l’illustrazione, senza commenti, dei numeri: il valore economico del progetto, gli ettari che verrebbero utilizzati per riversare questo ammendante e – di qui le preoccupazioni per Bando – le centinaia di camion che solcheranno un paese già saturo di automezzi pesanti in transito sulla provinciale tra Argenta e Portomaggiore.
IL SINDACO
Nel corso dell’incontro è intervenuto il sindaco Antonio Fiorentini che ha ribadito e motivato il no espresso dalla giunta argentana. E lo stesso anche Giovanni Tavassi e Alex Baricordi, a nome del comitato. Sono stati proiettati i due filmati e si è data lettura delle osservazioni prodotte da cittadini, Comuni, ambientalisti, gruppi consiliari.
Il giorno dopo l’incontro, qualche mugugno è emerso per il fatto che il mondo agricolo, molto interessato alla vicenda, non fosse presente (tranne un rappresentante locale della Cia). «Chi dovrebbe avere più attenzione al proprio patrimonio, dovrebbe farsi vivo – sillaba un agricoltore di Bando puntando il dito verso le associazioni di categoria –: senza una coltura di qualità ad alto reddito non si va avanti». —
Giorgio Carnaroli
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