Smog alle stelle, già finito il bonus 2019 Tornano le misure emergenziali
La centralina di corso Isonzo prima in regione ad aver toccato quota 35 sforamenti. Limiti al traffico e al riscaldamento
Non era finito febbraio che Ferrara aveva già consumato i bonus ambientali di un intero anno. Trentacinque giorni con la concentrazione di micropolveri al di sopra del limite, un’aria che fa male alla salute dice la scienza: con lo sforamento del giorno 27 la città ha raggiunto il limite massimo di giorni no ammesso dall’Europa, con il triste record di essere la prima città emiliana a centrare l’obiettivo negativo. Trentacinquesimo sforamento dall’inizio dell’anno e terzo consecutivo: scattano le ormai rodate misure emergenziali sul traffico e il riscaldamento a Ferrara e a Cento. La situazione più critica è quella registrata dalla centralina di corso Isonzo.
I divieti
Il giro di vite sulla normativa anti smog, entrerà in vigore già a partire da oggi e sarà attivo almeno sino a lunedì quando l’Arpae emetterà un nuovo bollettino ufficiale. Perché le misure emergenziali possano essere revocate, la qualità dell’aria dovrà essere in via di miglioramento.
fino al 4 marzo
Allo stop alla circolazione per i veicoli più inquinanti, si aggiunge anche il fermo dei diesel Euro4. A Ferrara la misura è in vigore all’interno delle tangenziali, ma sono previsti corridoi di accesso verso i principali parcheggi. A Cento all’interno dell’anello formato dalle vie IV Novembre, I Maggio, XX Settembre, XXV Aprile, viale Jolanda (nel tratto da via XXV Aprile a via 27 Gennaio), via Bologna, con esclusione delle stesse, cioè con la possibilità di transitare in queste vie. Lo stop va dalle 8.30 alle 18.30.
i provvedimenti
Le misure emergenziali prevedono anche l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi, e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17. Inoltre, il divieto di combustione all’aperto (falò, barbecue, fuochi d’artificio); divieto, ancora, di uso di biomasse per il riscaldamento domestico; divieto di sosta con motore acceso; divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche eco-sostenibili; ed ancora, il potenziamento dei controlli sulla circolazione veicoli nei centri urbani e sugli impianti tecnici a biomassa.
infrazione europea
Lo sforamento di quota 35 prevede l’apertura di una procedura di infrazione europea, all’interno della quale il Paese dovrà giustificare cosa sta facendo per migliorare la situazione, giustificazioni che possono evitare le sanzioni. «Il fatto che non scattino multe non deve essere letto come una carenza di severità – spiega l’assessore ferrarese all’Ambiente, Caterina Ferri – bensì essere inquadrato in un ottica di situazione cui tendere. Mi spiego ancora meglio – aggiunge l’assessore –: è esattamente per questo motivo, cioè raccogliere il maggior numero di dati rilevanti per poter adottare provvedimenti sempre più efficaci, che è stato istituito il Pair, il Piano aria integrato regionale. Fino al prossimo anno, questi dati – prosegue l’assessore Ferri – verranno analizzati dagli esperti, studiati e compresi in una ottica futura. Aggiungo che i due fattori di maggiore incidenza sugli sforamenti e non solo su quelli sono fondamentalmente due: traffico e riscaldamento. Quando Comune e Regione, e ovviamente il governo, avranno a disposizione i dati necessari, sarà allora possibile – conclude l’assessore –, ad esempio, modificare i provvedimenti antismog adottati fino ad un dato periodo, o calibrare in maniera più efficace altre misure contro l’inquinamento atmosferico». —
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