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Avis allarmata dal calo dei donatori di sangue «Servono forze fresche»

Fabio Terminali
Avis allarmata dal calo dei donatori di sangue «Servono forze fresche»

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PORTOMAGGIORE. La recente assemblea comunale di Avis Portomaggiore ha fatto il punto della situazione in tema solidarietà e sangue. «Siamo un po’ preoccupati per il calo del numero dei donatori – spiega il presidente Carlo Demaria –, che peraltro è un problema uguale per ogni sezione. I donatori storici superano l’età limite e si fatica a trovare giovani. Si registra un calo maggiore nella fascia 30-45 anni. Pesano anche le preoccupazioni circa la possibilità che diventare donatore possa incidere sul lavoro: qualcuno teme di perderlo».

Il tutto si riverbera sul numero delle sacche raccolte (750 nel 2018), anche se il dato è tutto sommato stabile. «Il metodo più importante per trovare nuovi donatori – dice Demaria – consiste nel passaparola, nel parlare a tu per tu con le persone.Illustrare che donare il sangue è un gesto altruistico che permette di incidere positivamente sulla salute di altre persone, ma anche che è un vero stile di vita, positivo».

Nel frattempo, l’Avis di Portomaggiore prosegue le sue attività sul territorio, che ne fanno una delle realtà sicuramente più radicate. In collaborazione con il Comune, la Pro Loco e il mondo scolastico, il sodalizio partecipa a tante iniziative. Dall’approccio con gli adolescenti circa l’importanza della donazione, al progetto Pedibus che consente ai bambini delle elementari di raggiungere la scuola; dalla partecipazione in prima linea alla gestione della pista del ghiaccio durante le feste natalizie, a quella offerta in occasione della Fiera. Fino alla sbiciclata primaverile. Un impegno che si rafforza, anche con il nuovo Statuto (approvato in assemblea) che si segua alla riforma del Terzo settore. —

Fabio Terminali





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