«Ministro Tria ci risponda Non possiamo più attendere»
Gli azzerati: siamo alla finestra da troppo tempo e tante famiglie hanno necessità di una risposta rapidissima. Perché ancora non c’è il decreto su indennizzi?
Scrivono al ministro Tria, preoccupati, preoccupatissimi, gli “Amici di Carife” per voce di Marco Cappellari. E gli dicono di rispondere al più presto a 32 mila risparmiatori azzerati di Carife: «La nostra comunità non può più attendere. Siamo alla finestra da troppo tempo e tante famiglie hanno necessità di una risposta rapidissima». E allora, ribattono: «dopo un lungo lavoro fatto con il suo Ministero, perché ancora non vede la luce il decreto sugli indennizzi?» Ricordano a Tria chi sono, cosa hanno fatto, gli incontri coi sottosegretari Villarosa e Bitonci. E gli fanno presente i loro dubbi: «Siamo estremamente preoccupati dalle sue dichiarazioni che abbiamo letto sulla stampa e dal forte ritardo del decreto applicativo sugli indennizzi lungamente discusso e concertato con i sottosegretari del suo ministero». Alludono a quanto riferito da Tria, che aveva dichiarato nei giorni scorsi che «il bail-in che ha messo in ginocchio il sistema del risparmio è stato imposto dalla Germania al Governo Letta in cambio di flessibilità sullo spread». Lo sapevano già, gli Amici Carife: «Abbiamo sempre dichiarato la scelleratezza delle scelte compiute nel 2015 con il recepimento della normativa sul “bail in” nel nostro ordinamento». E quindi inviano la fotografia del dopo crac Carife: «L’applicazione del bail-in ha comportato l’azzeramento dei risparmi di 32.000 famiglie; su una popolazione di 350.000 persone, una catastrofe economica di proporzioni abnormi. E’ stato calpestato l’articolo 47 della Costituzione che prevede la difesa del Risparmio. Sono stati inoltre cancellati circa 700 posti di lavoro sui 1200 dipendenti di Carife; i restanti 500 sono stati assorbiti da Bper». Ma nessuno ha anche ai ferraresi, sottolineano, il motivo per cui Carife, pur avendo un piano di salvataggio di Banca d’Italia approvato dall’assemblea degli azionisti il 30 luglio 2015, è stata poi inghiottita dal “cosiddetto decreto salvabanche”». E’ il piano del Fitd di 300 milioni. Fondo - ricordano Amici di Carife - che «era pronto a versare l’assegno di salvataggio il 26 novembre 2015, ma Carife era stata azzerata il 22, 4 giorni prima! Perché? Chi spiega alla nostra comunità i motivi di queste condotte scellerate?». Domande e affermazioni: alla luce del fatto che «i vicepremier Salvini e Di Maio, il 9 febbraio scorso, ci hanno promesso il decreto entro una settimana: ora aspettiamo da lei, ministro, una risposta rapidissima». —
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