La lezione incompresa del 4 marzo
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara
FERRARA. Il centrosinistra è andato incontro alla più grande sconfitta elettorale della sua storia – neppure un elettore su quattro nel riepilogo nazionale, due collegi uninominali su due persi a Ferrara – spinto da un senso di alterità con punte di alterigia, per aver smarrito la capacità di dialogare con il popolo che il nuovo conio ha ridimensionato a “gente”. Incapibilità (cit.). A distanza di un anno, l’amministrazione comunale a guida Pd dimostra di non aver compreso la lezione.
Domani, nella data fatale del 4 marzo, chiama alla cattedra una criminologa dell’università del Minnesota e qualche esperto di statistica a spiegarci che nel capoluogo non c’è un reale problema di sicurezza, dati alla mano i reati sono in calo. Come dire che quella larga parte di città che crede e predica il contrario o è in malafede o non si rende conto di ciò che le accade attorno. Rieccolo, lo scivoloso tema delle percezioni soggettive. Rischiò di costare una scomunica all’assessore ai servizi sociali ed era stato per prudenza accantonato; ne rimaneva giusto l’eco nelle accuse di miopia lanciate dalle opposizioni, ma negli ultimi giorni è stato rispolverato dalla stessa amministrazione. In consiglio comunale lunedì, in camera di commercio durante la presentazione del quadro socioeconomico cittadino sabato scorso, per il convegno di domani in municipio. Incomprensibilmente. Un azzardo pesante, e doppio.
Invitare un marziano che possa bollare come dissociati i propri concittadini non è il miglior viatico per la campagna elettorale alle porte, ovvio. Pure, nello scarto tra le statistiche positive sulla sicurezza urbana e la realtà di chi ritiene che la propria vita sia peggiorata, si annida un boomerang per il Comune.
Il contrasto della criminalità è materia che compete agli apparati dello Stato, nel bene e nel male: è a Roma che si richiede attenzione e presenza, a Roma che va intestata la diminuzione dei reati, quando c’è. Ma se c’è, se furti e scippi sono in calo (le denunce di furti e scippi...), eppure parallelamente si deve registrare un generalizzato aumento della sensazione di insicurezza dei cittadini, non può che essere per il venir meno di assistenza e servizi, di quello spezzone di welfare di prossimità che è compito specifico dell’ente locale e della Regione. Lo dico con un esempio estremo: spegnersi nella solitudine del proprio appartamento, il corpo trovato a distanza di settimane, è un evento che nulla ha a che fare con il crimine, ma è comunque un fatto capace di generare disagio profondo in una città che sta invecchiando. Diffonde un senso di angoscia e di inquietudine che genera insicurezza e peggiora la qualità della vita di molti.
Altro che percezioni... a me pare piuttosto un problema concretissimo.
Buona domenica.
Luca Traini
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