Pomodoro da rilanciare I consumi sono in calo
Meno ettari coltivati rispetto al 2018, ma il Ferrarese è tra i leader in Regione Le associazioni: necessario intervenire sui prezzi alla produzione
«Il consumo di pomodoro in Italia risulta in calo del 3,5%, mentre in crescita l’export di oltre il 10%».
Lo ricorda Confagricoltura Ferrara, che sottolinea come il prezzo al produttore sia passato dagli 88 euro alla tonnellata del 2011 (con punte di 92 nel 2014 e 2015), ai 79,75 del 2018. «Attualmente i principali problemi che sta attraversando il comparto in Italia, pur essendo quasi certamente quello più aggregato nel panorama ortofrutticolo, sono rappresentati dagli elevati costi di produzione e da rese inferiori ai principali paesi competitor, mentre si avverte una forte esigenza di maggiore valorizzazione dei prodotti e della filiera, con un ulteriore maggiore impegno in ricerca e innovazione. Necessario inoltre un rafforzamento dei due Organismi Interprofessionali, quello del nord e quello del sud. È del tutto evidente che è indispensabile che i produttori recuperino marginalità economica, in quanto la parte di valore attualmente spettante al produttore è troppo esigua. Come noto, le associazioni di categoria non partecipano alle dinamiche della contrattazione per fissare il prezzo del prodotto, che competono agli operatori del mercato, ovvero alle imprese acquirenti e a quelle fornitrici (le OP)».
Ferrara a -7,7%
Confagricoltura Ferrara passa poi ad analizzare i dati delle produzioni, a partire da Ferrara dove nel 2018 gli ettari coltivati a pomodoro da industria sono stati 5.700, in calo del 7,7% rispetto ai 6.180 ettari coltivati nel 2017.
Ferrara è al secondo posto in Emilia Romagna (24.140 gli ettari coltivati) dopo Piacenza (circa 10mila ettari a pomodoro). Nel panorama internazionale il principale produttore di pomodoro è di gran lunga la California (11.065 milioni di tonnellate), seguito da Italia (4,65 milioni, Cina (3,8) e Spagna (2,8).
La California ha incrementato la produzione nel 2018 rispetto al 2017 del 16%; in crescita anche Ucraina (15%) e Cile (12%), che attualmente sono rispettivamente al 9° e 7° posto nella classifica mondiale.
Il sorpasso
Tutti gli altri Paesi principali produttori hanno ridotto la propria resa, la Cina (che pare stia spostando il proprio interesse verso altre colture) addirittura del 39% e questo ha consentito all’Italia, che pure ha visto nel 2018 una contrazione del 12%, di scavalcarla al 2° posto. In calo anche le produzioni di Spagna (16%), Turchia (32%, attualmente 6° produttore mondiale), Portogallo (29%, 8°) e Iran (crollo delle produzioni del 69%; nel 2017 il paese era al 9° posto, oggi è il 18°).
«In molti Paesi, come Iran e Turchia, le riduzioni sono dovute al meteo. Le previsioni di produzione per il 2019 – prosegue Confagricoltura Ferrara – sono di un incremento pressoché generalizzato, con punte rilevanti per Turchia e Iran, ma anche Ungheria, Grecia e Francia (oltre il 20%), mentre per l’Italia l‘incremento è previsto nell’ordine del 6%. La produzione in Italia si è attestata lo scorso anno in circa 4,65 milioni di tonnellate, di cui 2, 45 milioni nel bacino nord (-10% rispetto al 2017) e 2, 20 milioni nel centro-sud (-13%). Complessivamente gli ettari coltivati a pomodoro in Italia sono stati circa 60.500 ed è il primo esportatore mondiale .—
Andrea Tebaldi
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