La Nuova Ferrara

Ferrara

Dodici chili di droga nascosti in valigia Il rifornimento per i pusher in città

Daniele Predieri
Dodici chili di droga nascosti in valigia Il rifornimento per i pusher in città

Tunisino arrestato dai carabinieri dopo un controllo stradale La roba ritrovata in casa della moglie in corso Porta Po 

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Il “tesoro” di 12 chili di droga era nascosto in una valigia: e la droga contenuta, hashish e marijuana, era confezionata dentro palloncini per bambini per evitare di far espandere l’odore pungente, perchè fresca, appena prodotta. La valigia, un trolley rosso, era riposto sopra un armadio della casa di Corso Porta Po dove lui, il trafficante arrestato, formalmente, abita con la moglie, una ferrarese 23enne. «È uno dei più grandi sequestri di droga su strada», spiegano i carabinieri dopo l’arresto del trafficante, un giovane tunisino di 32 anni, Ahmed Marouani, ora in carcere. E a quel “tesoro” di quasi 12 chili di droga, 110mila euro di valore piazzata sul mercato cittadino e della provincia, i carabinieri sono arrivati grazie al fiuto - questa volta in senso fisico - di due militari di pattuglia, domenica scorsa in via Barlaam. I due hanno fermato per un controllo, nel primo pomeriggio di domenica, il tunisino, a Ferrara dal 2011, regolare con permesso di soggiorno, per motivi familiari: guarda caso, proprio grazie a quel matrimonio con la donna ferrarese (unione sulla quale sono in corso accertamenti) con cui è sposato, almeno all’anagrafe cittadina. Marouani, mentre camminava in via Barlaam, alla vista della pattuglia ha cercato di allontanarsi ma una volta fermato, oltre ad essere nervoso e agitato, aveva gli abiti che “odoravano” tanto, troppo di hashish.

Senza documenti

Da qui, prima il naso dei carabinieri, poi gli accertamenti: la scoperta della sua identità attraverso la banca dati poichè non aveva nessuno documento con sè, nè tantomeno un cellulare, qualcosa che potesse identificarlo. Tanti elementi sospetti che hanno indotto i carabinieri a non lasciar perdere. Da via Barlaam, così, la scena si sposta subito in Corso Porta Po, nella casa dove lui abita, è domiciliato, scoperta grazie ai controlli della pattuglia, coi riscontri dell’anagrafe cittadina. Qui, nell’appartamento del piccolo condominio è scattata la perquisizione: una volta entrati, prima i militari hanno trovato pochi pezzi di droga e foglie di “maria” sul tavolo da cucina.

sopra l’armadio

Poca roba. Quindi hanno convinto il tunisino a dirla tutta: lui ha indicato dove era il suo “tesoro”. Sopra l’armadio, dentro il trolley rosso, ben impacchettato, il “tesoro”: inserito dentro i palloncini colorati per bambini. Oltre 9 chili di hashish, 2.3 chili di marijuana e infine 68 ovuli di hashish, che ovviamente erano stati custoditi all’interno della pancia dell’ovulatore di turno, il corriere che l’ha portata a Ferrara. Marouani è in carcere, ora, la moglie no, perchè al momento non vi sono riscontri che abitasse nella casa e che sapesse del “tesoro” sull’armadio, ma sono in corso approfondimenti sulla sua posizione.

Tante domande

Tuttavia, dopo arresto e primi accertamenti, si apre il filone delle indagini e sopratutto i carabinieri infilano le domande una dopo l’altra, come hanno spiegato ieri i comandati dei reparti interessati all’operazione: il tenente colonnello Marco De Martino, responsabile del Reparto Investigativo, il capitano Antonio di Noia, vicecomandante Compagnia Ferrara e Gennaro Carrassi, comandante Nucleo operativo radiomobile. «È chiaro - spiegano - che questo sequestro è importante, uno dei maggiori registrati da controlli su strada, e apre filoni investigativi importanti». Un arresto che riporta, anche d’attualità se non l’allarme l’allerta lanciata già da un anno a questa parte in città da parte degli inquirenti sulla realtà di Ferrara, nella geografia della crimininalità legata al traffico di droga, diventata negli ultimi anni sempre più centro di arrivo e smistamento.

Contrasto a spaccio

«Ma questo arresto e tanti altri che abbiamo compiuto in questi mesi, dimostrano anche la nostra attenzione e il contrasto contro il fenomeno del traffico e dello spaccio in città», spiegano all’unisono gli ufficiali. E spiegano un particolare su tutti, da cui partono le indagini: nella casa non c’era materiale per confezionare droga. Dunque il carico era in transito, da distribuire all’ingrosso: destinato in parte in città e in provincia. E il ruolo di Marouani potrebbe essere solo quello di “magazziniere”, fidato cui consegnare il “tesoro”. Stavolta però i trafficanti hanno scelto male il loro custode. —





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