Ferrara e la criminalità, il sindaco: anche la paura è un dato oggettivo
La ricerca Swg: un terzo dei cittadini ha cambiato le proprie abitudini Tagliani: «Partire da cifre e riscontri per trovare soluzioni razionali»
il convegno
Una città dove un terzo degli abitanti esprime una qualche forma di preoccupazione per problemi legati alla criminalità al punto da modificare le abitudini, salvo poi correggere il tiro al ribasso nel descrivere il livello di sicurezza del proprio quartiere.
Reati da monitorare
E se la tendenza generale dei reati è data in diminuzione, ci sono crimini come le rapine sulla pubblica via e i borseggi che hanno conosciuto una risalita anche rispetto agli “anni bui” compresi tra il 2012 e il 2015, e altri come i furti su auto che sono tornati alla soglia di guardia. Una città che mette al primo posto tra i problemi più sentiti la disoccupazione (55%) seguita dalla crisi economica (43%) dalla criminalità (21%) e dall’immigrazione (17%); nei confronti di quest’ultima poi mostra un atteggiamento ambivalente: da un lato una larga maggioranza ritiene che sia giusto garantire la priorità nell’accesso al lavoro agli italiani (59%), così come agli alloggi di edilizia popolare (55%) e sostiene che gli immigrati debbano adottare le regole del paese che li accoglie (80%). Ma d’altra parte i ferraresi si dichiarano favorevoli nei confronti di alcuni diritti fondamentali per gli stranieri: votare (64%), lo Ius Soli (74%), professare il proprio culto (80%) e poter vivere dove si preferisce (78%).
La ricerca
È la fotografia che emerge dall’inchiesta realizzata dalla Swg di Trieste sulla criminalità e il disordine urbano, a cura della criminologa dell’Università del Minnesota Rossella Selmini. I dati sono stati illustrati ieri dalla stessa Selmini e da Gian Guido Nobili, responsabile Area Sicurezza Urbana e Legalità dell’Emilia Romagna nel corso dell’incontro controverso organizzato dal Comune all’Arengo.
«Soluzioni razionali»
«So che quello che facciamo è rischioso perché c’è chi vuol farne una questione politica - è stata la premessa del sindaco Tagliani - ma penso che governare voglia dire fornire delle risposte razionali nell’interesse comune». Anche la paura, ha proseguito il sindaco schivando il terreno scivoloso delle percezioni, «è un dato oggettivo di cui chi amministra deve tenere conto. Ma questo non vuol dire omettere i riscontri forniti dai numeri, dati che fanno di Ferrara una città che sta vivendo un momento complicato per tensioni economiche e sociali legate all’immigrazione. Ma io sono tra coloro che devono affidarsi alla razionalità e all’analisi per trovare le soluzioni più utili». Due le fonti di informazione per la ricerca: da una parte le cifre fornite dalle forze dell’ordine e dall’altra le impressioni e le opinioni raccolte attraverso un questionario telefonico da un campione di 600 ferraresi. Da sottolineare che il 12% degli intervistati ha detto di essere stato vittima diretta o indiretta (perché capitato a un familiare o a un conoscente ) e di questi il 73% ha dichiarato di aver sporto denuncia, una percentuale più alta rispetto a quella (67%) della Regione.—
A.M.
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