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Civici ancora in fermento Si fa il nome di Firrincieli

Stefano Ciervo
Civici ancora in fermento Si fa il nome di Firrincieli

Il colonnello dei carabinieri è attivo da tempo e le mosse Pd possono aprire spazi In città dal 2000, è presente nel mondo del Palio, della musica e del volontariato

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Non è ancora chiuso il cerchio dei candidati sindaco di area civica. C’è infatti chi scommette nella prossima discesa in campo di uno dei protagonisti della vita cittadina degli ultimi anni: Andrea Firrincieli. Le voci sono state alimentate dalla presenza del colonnello dei carabinieri, in abiti civili, al rapporto Ires della Camera di commercio, a fianco di tanti candidati. In realtà risulta che l’attivismo di Firrincieli sia uscito dal suo ambito tradizionale di attività extraprofessionale, che riguardano il mondo del Palio e della musica, per approdare a quello dell’impegno civico a tutto tondo, con l’obiettivo puntato al prossimo maggio.

Non solo stellette

Firrincieli del resto è un personaggio molto noto in città da almeno tre lustri. Originario di Bologna, 57 anni, arrivò a Ferrara nel 2000 da capitano come comandante della compagnia. Restò in carica diversi anni prima di continuare la carriera in Veneto, da ultimo come comandante a Rovigo, per poi tornare a fine 2014 in città, dove è poi diventato vicecomandante provinciale dei carabinieri. In questi anni è però rimasto sempre residente a Ferrara, dove si è anche sposato, vivendo la città in maniera attiva.

Durante gli anni veneti Firrincieli è diventato presidente del Jazz Club, incarico che mantiene dal 2005, facendo da propulsore per la stagione dello sviluppo che ha portato il Torrione a diventare uno dei più importanti punti di riferimento del jazz a livello nazionale. Nel frattempo ha cominciato a frequentare il mondo del Palio, fin dagli anni Duemila, come membro del Consiglio di giustizia; ne è diventato vicepresidente con la gestione di Stefano Di Brindisi. Firrincieli è presente anche nel mondo del volontariato sociale, come presidente dell’associazione Tutori nel tempo, che organizza i volontari formati alla tutela di tutti i minori privi di figure adulte di riferimento, perché orfani o perché i genitori sono stati sospesi o decaduti dall’esercizio della responsabilità genitoriale. Dal 2014 è cavaliere della Repubblica.

rete di relazioni

È evidente, insomma, la fitta rete di relazioni costruita in questi anni dal colonnello dei carabinieri, i rapporti con gli amministratori attuali e passati (anche se non riuscì a convincere Gaetano Sateriale a suonare il sax al Torrione), che però non si sono mai stretti in maniera eccessiva.

Non c’è troppo da stupirsi, dunque, se il suo nome ha iniziato a circolare con insistenza come possibile candidato civico, se non addirittura come aggregatore di una parte del mondo civico uscito allo scoperto in questi mesi, soprattutto dopo la rinuncia mai spiegata da parte di un altro colonnello, il finanziere Fulvio Bernabei.

Le prospettive

Una figura come la sua può evidentemente giocare la carta della sicurezza, che è destinata a rivestire un ruolo importante nella campagna elettorale partita con i disordini in zona Gad. Uno spazio paradossalmente maggiore anche solo di dieci giorni fa è stato aperto dall’ufficializzazione di una candidatura Pd, quella di Aldo Modonesi, perché ora un civico senza attività politica alle spalle può rivendicare una distanza plastica dal partito di governo e magari dal centro sinistra.

Non resta che da vedere, e il tempo è poco, se la candidatura rimarrà una speranza di una parte del mondo civico, oppure si concretizzerà. —

Stefano Ciervo

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