La Nuova Ferrara

Ferrara

lacrime e dolore 

Il racconto: non ho potuto fare niente per salvarlo

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montesanto. Enzo Buriani, pensionato di 93 anni compiuti lo scorso 26 febbraio, viveva con la moglie a Montesanto, in via Mazzini. Lascia due figli, Claudio che era con lui ieri mattina e un’altra signora che vive in un paese vicino. La coppia aveva anche un terzo figlio, Stefano, morto sul lavoro nel 1999 a 40 anni schiacciato da alcuni tubi mentre lavorava in un cantiere a Ferrara.

«Non ho potuto fare niente, niente», dice con la voce rotta il figlio Claudio, ancora bagnato e con lo sguardo fisso verso il trattore. «Non so ancora come sia potuto succedere, mi sono ritrovato di colpo nel canale...e lui era sotto al trattore». Il dolore è enorme, così come il senso di impotenza. Sul campo è arrivato anche il nipote del pensionato e figlio di Claudio, il quale si è perso in un lungo abbraccio con suo papà e dopo qualche tempo è riuscita a raggiungere la vittima anche la figlia, incredula e sconvolta.

Nella villetta bianca all’inizio del lungo viale di pioppi che porta dritto al luogo dell’incidente, le lacrime della moglie del pensionato non hanno fine. Il suo pianto di dolore supera le finestre chiuse ed è straziante per chi l’ascolta.

«Era un gran lavoratore, uno di quelli che non riusciva a stare mai fermo - racconta Graziano Quarella, consigliere comunale e uno dei primi ad arrivare sul posto -. Ha passato la vita su qual trattore, era un agricoltore esperto, non ha mai lasciato nulla al caso. Un incidente, un banale incidente, che però si è trasformato in tragedia per questa famiglia». —

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