Azzerati: «Stop alle promesse» E chiamano a raccolta la città
Sabato un presidio per chiedere subito i decreti per dare il via agli indennizzi «Ferrara non si risolleva senza i soldi alle famiglie, chi guiderà la città lo sappia»
Aspettano i decreti attuativi, sugli indennizzi dopo i crac delle banche. Da anni in prima fila chiedono il Fondo di indennizzo, ma il Governo - dicono Azzerati Carife e Risparmiatori Traditi - ha preso solo tempo: e allora «vogliamo subito i decreti, lo stop alle promesse e rivogliamo i nostri risparmi». Con questo messaggio chiamano tutti a raccolta, con un presidio in città, sabato prossimo a partire dalle ore 10, in piazzetta Colomba a Ferrara.
Solo noi le vittime
E tuonano alla vigilia del presidio, invitando i cittadini: «E' necessaria la presenza della città per fare sintesi e risolvere il problema del rimborso ai risparmiatori, gli unici ad aver pagato per gli errori di un intero sistema, dagli organi di controllo al cosiddetto "decreto salvabanche" del governo Renzi, fino alla malagestione ed alle responsabilità di chi era alla guida degli istituti di credito». Poi guardano avanti, Azzerati e risparmiatori perchè dicono «Ferrara non si può risollevare senza ridare alle famiglie i loro risparmi». Guardano avanti ai politici di domani, del dopo elezioni: «Chi sarà alla guida della città e dei comuni ferraresi non può non partire da questo dato di fatto». Ma la politica di oggi, al governo, sembra prendere tempo: al ministro Tria, primo tra tutti, gli Azzerati chiedono di emanare con urgenza i decreti attuativi, che dovranno tenere conto delle proposte inviate da Ferrara al Ministero delle Finanze e dell'Economia. Decreti da varare con urgenza e contenere le proposte dei risparmiatori, prima tra tutte di non dover dimostrare il misselling, o prova della truffa, in quanto le violazioni sono massive. «Si deve evitare una valutazione caso per caso su decine di migliaia di istanze che porterebbero a tempi infiniti per l'erogazione degli indennizzi e l"indennizzo al 30% deve essere calcolato sul prezzo d’acquisto rivalutato dei titoli azionari». Queste le richieste che il Governo deve accogliere e che a sua volta occorrerà far digerire all’Unione Europea, che tuttavia non ne vuole sapere: i rimborsi sarebbero aiuto di Stato. Questo lo scoglio maggiore, alla luce soprattutto della visita dei giorni scorsi della commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ascoltata in audizione al Senato dalle Commissioni Affari esteri, Finanze, Industria e Politiche Ue di Camera e Senato.
Vestager apre e chiude
Incontro interlocutorio e non risolutivo, anche se la Vestager ha pur indicato che nei casi di vendite improprie e mancate comunicazioni su titoli a rischio da parte delle banche e in assenza di compensazioni da parte di queste ultime «è consentito un intervento dello Stato» in soccorso dei risparmiatori e «siamo in contatto con l'Italia per garantire che questo accada». Ma le banche - ha ricordato - «hanno l'obbligo di fornire informazioni sufficienti nella vendita obbligazioni rischiose, quando questo non accade per mancanza di informazioni la vendita può risultare fuorviante e spetta alla banca intervenire per ripristinare le giuste condizioni. Se non c'è questa forma di compensazione allora per motivi sociali è consentito un intervento dello Stato».
Sintetizza tutto il parlamentare europeo (5stelle) David Borrelli: «Dopo aver appreso il nulla di fatto dell’incontro con la commissaria Vestager ho fissato un incontro il 26 marzo a Strasburgo con lei per sottoporre la situazione dei risparmiatori italiani defraudati a causa della malagestione degli istituti». —
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