Parla la madre del ragazzino: «Mio figlio è vigile e risponde»
L’adolescente ferito dal fuoco e salvato dalla nonna resta in prognosi riservata Il parroco: siamo tutti scossi e rattristati, aspettiamo di sapere se si rimetterà
bondeno. «Mio figlio è vigile e ha risposto alle domande. Non so per quanto tempo dovrà rimanere ricoverato a Cesena ma è cosciente». Poche parole, dette con un filo di voce, sono tutte quelle che la comunità bondenese sperava e aspettava di sentire.
Il ragazzino, che martedì pomeriggio è stato trasportato d’urgenza in elicottero al centro grandi ustionati Bufalini di Cesena dopo essere rimasto coinvolto in un incendio, risponde. Per i medici la prognosi resta riservata ed è ancora presto per dire quanto ci metterà a guarire dalle ferite ma, come ha detto la madre, «ha risposto alle domande muovendo i piedini».
il fatto
Martedì pomeriggio, poco dopo le 14, un giovane residente nel Bondenese (non scriveremo né il nome né la frazione di residenza per tutelare il minore coinvolto), è rimasto coinvolto i un rogo le cui origini sono ora oggetto di indagine da parte dei carabinieri. Tutto, al momento, farebbe presupporre la possibilità che si sia trattato di un gesto di autolesionismo.
Provvidenziale è stato l’intervento della nonna che, sentendo le urla del nipote, si è precipitata per soccorrerlo. Non ci ha pensato due volte la donna che, nel tentativo di spegnere le fiamme, si è ustionata lei stessa. Sul posto, per prestare i primi soccorsi è giunto anche un operaio edile che stava lavorando nei paraggi e che, attirato dalle urla, si è immediatamente avvicinato. Sono poi arrivati i carabinieri e il personale sanitario. L’adolescente è stato poi trasportato in elicottero al Bufalini di Cesena dove si trova tuttora ricoverato. Anche la nonna era stata portata con lui al centro grandi ustionati e, dopo essere stata medicata, è stata dimessa.
sul territorio
«Qui - spiega il parroco della frazione in cui vive il giovane - siamo tutti dispiaciuti e preoccupati. In paese c’è tanta tristezza e sorpresa. Se si è trattato di un gesto volontario, è stato certamente un atto inconsulto, una “bravata” dettata da un’arrabbiatura. Probabilmente il giovane non si è nemmeno reso conto di quello che sarebbe potuto accadere».
L’adolescente frequenta le scuole medie in un paese nel vicino Veneto. Martedì l’istituto era chiuso per carnevale e anche ieri gli studenti sono rimasti a casa. Nonostante il ponte, i compagni di classe del giovane, sono già stati informati dell’accaduto.
le origini
Se si è trattato, come ormai pare chiaro, di un gesto volontario di autolesionismo, non è comunque stato specificato quali potrebbero essere i motivi - se di motivi si può parlare - che hanno spinto il giovane a compiere il gesto. Tra le varie ipotesi ci sarebbe anche quella di una tensione legata al rendimento scolastico. Saranno comunque i carabinieri, nel corso delle indagini, a stabilire con precisione quanto accaduto. —
Samuele Govoni
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