«Sono qui a chiedere aiuto per le figlie cinquantenni»
Le speranze di sostegno di Italina Valeriani
LA TESTIMONIANZA/2
Italina Valeriani ha il sorriso sulle labbra, tiene stretto il foglio delle istruzioni per la presentazione del reddito di cittadinanza e un mucchio di altri documenti, incuriositi le abbiamo chiesto se fosse per lei che chiedeva informazioni e rilascio Isee. «Sono qui per chiedere il reddito di cittadinanza per le mie due figlie, di 52 e 51 anni - ci risponde con voce pacata - non hanno un lavoro e credo abbiano i requisiti per presentare questa domanda».
Storie di ordinaria disoccupazione di persone anche di mezza età che fanno di tutto per reinserirsi in una trama lavorativa sempre più complicata e priva di reali sbocchi, soprattutto per chi è fuori dal mercato del lavoro da parecchio tempo. «Una delle mie figlie fa sempre corsi e cerca di aggiornarsi, adesso sta facendo un percorso per diventare operatore socio sanitario, ma anche questi si devono pagare e sinceramente non ce la facciamo più; speriamo che questa misura di reddito possa essere l’inizio per trovare finalmente un lavoro». Per molti infatti avere accesso a questo tipo di sovvenzione non è che la speranza dell’inizio di una nuova vita, fatta di un reale patto per l’inclusione sociale che prevede percorsi e progetti personalizzati che si traducono nel concreto aiuto nel trovare finalmente un’occupazione. —
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