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Carabiniere condannato La Cassazione ha respinto il ricorso

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RENAZZO. La Cassazione respinge il ricorso e conferma così la condanna a 6 mesi per lesioni, come disposto dalla Corte d’Appello di Bologna, per il brigadiere dei carabinieri Daniele Sabino.

Si conclude così una vicenda iniziata dieci anni fa: Sabino, in servizio allora alla Compagnia di Cento, la notte del gennaio 2009 entrò in una casa di Renazzo, inseguendo Edoardo Tura, un ragazzo che stava rientrando nell’abitazione di famiglia e non si era fermato a un controllo, mentre il giovane ha sempre affermato di non essersi accorto di eventuali segnalazioni.

Per rincasare il ragazzo quella notte aprì il cancello della villa, che rimase aperto il tempo necessario per consentire a una pattuglia di carabinieri di entrare, giustificando poi l’intervento con il sospetto che il ragazzo avesse droga. A piedi Sabino si avvicinò al ragazzo e ne nacque una colluttazione: Tura restò ferito alla testa e accusò il militare di averlo colpito alla testa con il calcio della pistola, ma la circostanza non è stata confermata dalle perizie medico legali.

In primo grado Sabino era stato condannato per violazione di domicilio compiuta da pubblico ufficiale, poi in Appello la sentenza che ribaltò il primo verdetto e il militare venne condannato per lesioni. Ora la parola fine messa dalla Cassazione.

«Edoardo Tura ha avuto giustizia - ha commentato Fabio Anselmo, legale del ragazzo - sono soddisfatto per lui e per la sua famiglia: la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del carabiniere Sabino. Edoardo era stato assolto da tempo dalle accuse mossegli dal militare». —

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