La Nuova Ferrara

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i conti del municipio 

Debito, la ricetta è amara Goro vara l’aumento dell’addizionale Irpef

Fabio Terminali

Approvate dal consiglio  le misure d’emergenza  Con il raddoppio dell’aliquota si conta di ricavare 53mila euro Giunta e minoranza concordi

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Il rimedio al buco di bilancio sarà salato per i cittadini di Goro: le aliquote Imu e l’addizionale Irpef vanno verso l’alto. L’ufficialità è arrivato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ma da tempo nelle bozze del bilancio di previsione triennale 2019-21 l’aumento circolava come ipotesi. Va da sé che la misura rappresenta un punto chiave della manovra che l’amministrazione imposta.

il piano di rientro

Come noto, il Comune deve far fronte a un “rosso” di quasi 180mila euro (177.971, 78 euro per la precisione), eredità del consuntivo 2017. C’è un piano di rientro in corso d’opera e gli aggiornamenti in merito sono stati forniti, dal revisore dei conti unico dell’amministrazione. In pratica, Marco Grilli è chiamato ogni sei mesi a fare le pulci al bilancio, evidenziando se la strada percorsa è quella utile al ripianamento delle perdite.

Da una parte l’esperto ha rassicurato: «L’ente non si trova in una situazione di dissesto finanziario, secondo i parametri ministeriali», scrive Grilli nella relazione riportata ai consiglieri. E nemmeno risulta l’evidenza di «disavanzi occulti».

l’addizionale raddoppia

Dall’altra però resta l’allarme. E allora via con gli aumenti.

Nel dettaglio l’addizionale comunale Irpef raddoppia, passando dallo 0,4% allo 0, 8%, a decorrere dal 1° gennaio scorso. La misura è stata illustrata dall’assessore al bilancio Agnese Branchi, ma è toccato al sindaco Diego Viviani difendere la misura: «Negli ultimi tre anni non abbiamo potuto aumentare né voluto; ora che anche i pescatori contribuiscono (il contributo volontario a carico delle cooperative di pesca è triplicato; ndr) anche gli altri cittadini devono contribuire». Dal consigliere di minoranza Gino Soncini, parole di responsabilità: «Non è mai bello aumentare le tasse, ma è un impegno che ci siamo presi tutti quanti per mantenere la nostra autonomia. I servizi vanno garantiti, anche noi in sede di referendum abbiamo preso questo impegno e concordiamo».

Dall’applicazione dell’aumento si conta di ricavare 53mila euro. «Misure che tendenzialmente dovrebbero garantire un equilibrio finanziario di medio-lungo termine», dice il revisore dei conti.

tesoreria positiva

Un altro dato rassicurante c’è, il tendenziale miglioramento nella gestione finanziaria: al 31 dicembre 2018 il saldo di tesoreria era positivo a quota 48.404 euro, mentre l’anno precedente risultava negativo per 539. 666 euro. Migliora il tempo di pagamento dei fornitori: se nel primo semestre 2018 il ritardo medio era di 57 giorni, nel quarto si è passati a un anticipo di 14 giorni, rispetto ai limiti di legge. –



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