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Soccorso naufragato Non valuta il rischio e viene condannato

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Comacchio. Era stato chiamato per recuperare l’imbarcazione finita contro gli scogli di Casalborsetti. Ma sulla rotta verso casa, a Porto Garibaldi, il natante aveva iniziato a imbarcare acqua. Così, quello che sarebbe dovuto essere il semplice recupero di una barca incidentata in mare, si era trasformato in un nuovo soccorso d’emergenza, concluso con un salvataggio in extremis nel porto di Ravenna. Per quanto accaduto tre anni fa lungo il canale Candiano, ieri il titolare di una società di motonautica con sede a Comacchio è stato condannato a un anno e mezzo.

l’accusa

L’accusa nei confronti del 60enne Enrico Luigi Bellotti, comparso ieri in tribunale a Ravenna davanti al giudice monocratico Federica Lipovscek, non riguardava l’incidente. Lui nemmeno c’era quando il proprietario aveva dato l’allarme dopo l’impatto, facendo scattare i soccorsi. Una volta portato al sicuro l’equipaggio, la barca era stata messa all’ancora, allertando il 60enne per il recupero. Così, la stessa sera, fu sua la decisione di mettersi al timone con altre tre persone a bordo, per portarla verso i Lidi. Tuttavia, per l’accusa, l’uomo non valutò il pericolo rappresentato dalle condizioni dell’imbarcazione, omettendo anche di avvisare preventivamente la Capitaneria .

Soccorso naufragato

L’imputato, tutelato dall’avvocato Claudio Angeli, si è difeso sostenendo che al momento del sopralluogo lo scafo sembrava a posto, e che all’interno non c’era traccia di acqua entrata da possibili falle. Se aveva deciso di intervenire era per paura che con il moto ondoso l’imbarcazione potesse finire nuovamente contro gli scogli e affondare.

Eppure, come ricostruito ieri da un operatore della Capitaneria, il tentativo di manovrare l’imbarcazione in notturna e con la nebbia, aveva fatto sì che la vetroresina cedesse. Una valutazione che un addetto ai lavori avrebbe dovuto valutare.

Un pericolo aggravato, ha rilevato ieri il teste dell’accusa, dal fatto che la strumentazione di bordo non fosse funzionante e che il natante non fosse assicurato. Circostanze che, a fronte di una richiesta di condanna a 9 mesi, ha portato il giudice a pronunciare una sentenza del doppio della pena. —

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